La Commissione Europea alza le mani di fronte al sequestro di una particolare tipologia di apparecchio da intrattenimento che uno Stato ritiene essere un gioco d’azzardo.

Bruxelles ritiene non ci sia nessuna violazione del diritto dell’UE nel sequestro, sistematico, di una particolare tipologia di apparecchi collegati a Internet ritenendo che questi rappresentino una forma di gioco d’azzardo su cui lo Stato, in questo caso austriaco, esercita una forma di monopolio. La Commissione ha così rigettato la petizione di un imprenditore, rappresentante autorizzato di una società slovacca che fornisce l’accesso a Internet insieme a giochi di abilità e distributori automatici in Austria. Si tratta di apparecchi che offrono servizi di gioco tipo Quiz, ma molto spesso oggetto di sequestro in quanto ritenuti d’azzardo.

Il firmatario della petizione ha invocato i diritti economici ai sensi degli articoli 15-17 della Carta dei diritti fondamentali (CFR) per quanto riguarda le attività di gioco d’azzardo del suo cliente. Egli sostiene che i tribunali austriaci ignorano il diritto dell’UE e violano pertanto l’articolo 47 CFR.

La Commissione ha affermato che gli Stati membri hanno un ampio margine di restrizioni giustificate sulla fornitura di tali servizi a causa di considerazioni di interesse pubblico quali la protezione dei consumatori e dei minori. Gli operatori del gioco d’azzardo non possono pertanto invocare la libertà di have to fornire servizi o i diritti economici di cui agli articoli 15-17 CFR, ma devono rispettare i requisiti previsti dalla legislazione nazionale, purché tali restrizioni siano proporzionate, giustificate e non discriminatorie.

Poiché le restrizioni giustificate sui servizi di gioco d’azzardo non violano il diritto dell’UE, non sembra che il diritto dell’UE venga ignorato dai tribunali austriaci e pertanto l’articolo 47 CFR non è violato dalle decisioni dei tribunali austriaci che non sostengono una libertà illimitata di fornire servizi di gioco d’azzardo, in quanto ciò non sarebbe in linea con il diritto dell’UE.

Il firmatario sostiene che la legislazione austriaca sul gioco d’azzardo non è proporzionata perché vengono perseguite considerazioni fiscali e che le disposizioni penali della legge austriaca sul gioco d’azzardo violano il diritto della concorrenza e i diritti economici ai sensi del CFR in quanto riguardano solo i servizi di gioco d’azzardo offerti in Austria.

In considerazione dell’ampio margine che gli Stati membri devono limitare i servizi di gioco d’azzardo, le argomentazioni del firmatario non possono liberare il suo cliente da determinati obblighi ai sensi della legislazione austriaca sul gioco d’azzardo. Le disposizioni fiscali austriache contengono norme sulla distribuzione dei ricavi derivanti dalle operazioni di gioco d’azzardo. Ciò, tuttavia, non è la prova dell’affermazione del firmatario secondo cui la legislazione austriaca sul gioco d’azzardo si basa solo su considerazioni fiscali, che la CJEU non considera una considerazione giustificata di interesse pubblico.

È evidente che la disposizione penale della legge austriaca sul gioco d’azzardo che prevede il sequestro delle macchine da gioco operate senza autorizzazione riguarda solo le macchine da gioco operanti all’interno dell’Austria. La disposizione non può quindi essere considerata come violazione del diritto della concorrenza o del CFR perché riguarda solo le macchine da gioco operanti in Austria.

In conclusione la Commissione non condivide l’argomentazione giuridica presentata dal firmatario nella petizione, pertanto, essa non ritiene che la denuncia del firmatario si basa su una violazione del diritto dell’UE e, di conseguenza, non intende intervenire  per conto del firmatario stesso.