“Abbiamo un sistema di filiera che ancora stenta a decollare, molto frammentato, litigioso. Questo settore deve obbligatoriamente trovare una pace di filiera, fino a quel giorno non sarà in grado di poter rappresentare i fondamentali del presidio del gioco legale, della lotta all’illegale. Dall’esterno oggi chi ci guarda pensa che legale e illegale sia la stessa cosa, ciò mi fa rabbrividire. Noi abbiamo fatto un percorso sentendoci uomini dello Stato, spesso abbiamo combattuto in prima linea e abbiamo vinto contro logiche del passato creando la più grande rete controllata, tassata e presidiata del mondo, credo che le società di gestione abbiano avuto un ruolo determinante in questo”.

E’ quanto dichiarato da Massimiliano Orlandini (vicepresidente AsTro), intervenendo al convegno “Awpr: il modello di business” a Enada Primavera.

“Questa incredibile attività profusa negli anni ha portato in dote un valore mediocre purtroppo, perchè non lo so, ma credo che dovremo continuare a creare massa critica di qualità per dare un prodotto sempre più interessante e appetibile. Questo è un percorso che porterà una valorizzazione nel sistema. Se non siamo ancora riusciti a portarla vedo nelle Awpr una enorme opportunità di filiera per raggiungere questo obiettivo. L’Awpr tiene anche conto della sensibilità delle parti sociali, con cui dobbiamo comunque accordarci. La tecnologia ci potrebbe venire in aiuto. Bisogna accettare questo prodotto al di là degli investimenti, promuovendolo come un prodotto di sintesi di una serie di sensibilità, sociali e di filiera. La grande sfida è ripartire con un nuovo prodotto cercando sinergie e rapporti giusti. Forse continuare a stigmatizzare i problemi non porta da nessuna parte, non siamo all’interno della filiera per diritto divino, ma per un rapporto di forze e finchè non capiremo questo saremo sempre e solo perdenti. Dobbiamo cambiare i fondamentali. Se vogliamo continuare a vivere dobbiamo spogliarci del vittimismo, andare verso una direzione concreta di filiera. Smettiamola di piangerci addosso, siamo imprenditori, dobbiamo fare impresa. Riuscirà chi sarà bravo e capace” ha concluso Orlandini.

Commenta su Facebook