Il Tribunale di Roma all’udienza del 3 maggio 2021 ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione più multa e 3 anni e 6 mesi più multa, rispettivamente il marito di una esercente romana ed il suo complice, un cittadino rumeno, per furto aggravato in concorso avvenuto a più riprese su AWP appartenenti a ditta di gestione e noleggio, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Marco Ripamonti, che nella preparazione del processo è stato coadiuvato dal dott. Riccardo Ripamonti.

I due imputati, su richiesta della difesa del gestore, sono stati anche condannati al risarcimento degli ingenti danni, da liquidare in sede civile, ed alle spese legali.

Al cittadino rumeno, su cui gravava recidiva infraquinquennale specifica, è stata revocata la precedente sospensione condizionale di cui in altro precedente processo aveva beneficiato. Il dibattimento è stato molto articolato tra perizie e prove testimoniali, tra cui i militari dell’Arma dei Carabinieri che avevano partecipato alle indagini preliminari e personale di ADM.

Soddisfatto l’avvocato Ripamonti che ha così commentato: “Il gestore mio patrocinato ha ottenuto soddisfazione e giustizia. Il furto era stato attuato in modo proditorio, senza effrazione, con sottrazione periodica di denaro da uno degli hopper e gli imputati facevano evidentemente molto affidamento sulla parzialità dei conteggi periodici dovuti ad un rapporto fiduciario tra gestore ed esercente risalente a vecchia data. Insomma gli autori del reato confidavano di non essere scoperti. La difficoltà di questi processi, lo dico sempre a mio figlio Riccardo che con me collabora ormai stabilmente, e’ ancora oggi dover parlare di materie molto tecniche e non sempre adeguatamente conosciute e non è stato agevole far comprendere le modalità di un furto insidioso, attuato senza scassi e senza che concessionario ed Adm avessero subito perdite. Furto agevolato da un rapporto fiduciario, di cui si erano approfittati gli imputati. Ma il Giudice è sempre stato attento in ogni fase del processo ed ha compreso tutto. Se ci fosse stata assoluzione ne avrei preso atto con rammarico, l’avrei ritenuta una sconfitta in aula ai danni del mio cliente, appartenente ad una categoria di imprenditori e lavoratori spesso ingiustamente invisa, discriminata e volutamente resa invisibile da chi governa, come la pandemia ha con chiarezza evidenziato. Invece il furto è stato condannato e giustizia è stata fatta”. Sviluppi ulteriori su pagina Facebook dello Studio legale Ripamonti.