Un gestore ha proposto ricorso al Giudice di pace in opposizione all’ordinanza-ingiunzione emessa dall’Ufficio Monopoli per il Piemonte e la Valle D’Aosta con cui si contestava l’uso di un apparecchio da intrattenimento appartenente alla categoria di cui all’art. 110, comma 6, lett. a), del TULPS senza essere iscritto nell’elenco RIES.

Il Giudice di pace di Torino dichiarava la propria incompetenza per materia, in favore del Tribunale di Torino, in forza del disposto di cui all’art. 6, comma 4, lett. f, del d.lgs. n. 150 del 2011 (secondo cui «L’opposizione si propone davanti al tribunale quando la sanzione è stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia: […] di antiriciclaggio) e sul rilievo che «l’istituzione dell’Albo RIES trova ragione fondante nell’interesse pubblico alla verifica dei requisiti dei soggetti iscritti e ritenendo l’interesse pubblicistico prevalente».

Tale tesi non era condivisa dal Tribunale di Torino, dinanzi al quale la causa era stata riassunta dal gestore; secondo il Tribunale di Torino la violazione concernente l’iscrizione nell’elenco RIES, «posto a presidio delle finalità di contrasto al gioco illegale ed irregolare nonché della protezione dell’ordine e della sicurezza pubblica e della lotta contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, non può ritenersi rientrante nella materia dell’antiriciclaggio, a contrasto del quale è prevista una specifica normativa (che pure si interseca con la materia del gioco e delle scommesse) ma che non comprende le molteplici e diverse finalità dell’iscrizione di cui trattasi».

La questione, quindi, è giunta all’attenzione della Corte di Cassazione e il Giudice con ordinanza ha spiegato che l’elenco è stato introdottto per finalità «tra cui non rientra quella di prevenzione del riciclaggio, che, come correttamente osservato dal P.G., può inerire ai proventi dei giochi ma certamente non all’iscrizione nel citato registro», che, oltre a costituire titolo abilitativo per tali soggetti (art. 1, comma 3, del Decreto direttoriale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato, del 09-09-2011, n. 2011/31857/Giochi/Adi, in parte modificato dal decreto direttoriale n. 104077 del 22/12/2014), ha chiaramente lo scopo di individuare e rendere pubblici (art. 2, comma 1, del citato decreto direttoriale) i soggetti che operano nel settore; – quella dell’antiriciclaggio è finalità che non può rinvenirsi «nell’interesse pubblico alla verifica dei requisiti dei soggetti iscritti», come sostenuto dal Giudice di pace, non essendo peraltro ricompresa tra quelle specificamente indicate dal Legislatore nell’art. 64 della Legge di Stabilità del 2011, né risulta evidenziata nei provvedimenti direttoriali sopra citati, trattandosi, peraltro, di fenomeno criminale al cui contrasto sono dedicate specifiche disposizioni non rilevanti in questa sede; – pertanto, competente a decidere sulla controversia in esame è il Giudice di pace di Torino, dinanzi al quale le parti riassumeranno il giudizio nei termini di cui all’50 cod. proc. civ.; – nessun provvedimento deve adottarsi sulle spese processuali giacché nessuna delle parti si è costituita in giudizio in questa fase;».