Sull’ultimo DPCM si è espresso per Jamma l’avvocato Marco Ripamonti (nella foto).

“In Fase 2 ero stato incaricato di contestare al Governo il ritardo ingiustificato nella riattivazione delle sale gioco e scommesse. Rilevo che quest’ultimo provvedimento sia altrettanto irragionevole e censurabile in parte per i medesimi profili. Non mi permetto di entrare nel merito della attuale carica virale Covid, ne’ delle altre questioni di carattere medico e scientifico. Rilevo, però, che la chiusura alle 21 delle attività legate al gioco non risolva e non attenui il rischio contagi, ma anzi rischi addirittura di concentrare la clientela abituale in uno spazio temporale più esiguo, con maggiore rischio di assembramenti e contagi e con pregiudizio economico per i titolari delle attività. Come già evidenziammo nell’atto di diffida a suo tempo notificato, le sale giochi sono perfettamente in grado di rispettare i necessari protocolli di sicurezza sotto il profilo del distanziamento e della sanificazione del locale e delle strutture. Non ha senso tutto ciò se poi, ad esempio, sui mezzi pubblici i cittadini viaggiano gli uni addosso agli altri”, commenta l’avvocato Ripamonti.

“Certamente, sotto il profilo giuridico, il provvedimento va anche a stratificarsi rispetto a disposizioni locali, che in diversi casi sono state già emesse, in qualche caso con previsioni più restrittive e che, a mio avviso, sembrano destinate a prevalere, atteso che il Governo stesso fa, comunque, salve disposizioni regionali di contenuto più limitativo”, osserva il legale.

“Riguardo all’ambito applicativo, rilevo che la disposizione possa applicarsi esclusivamente ai locali espressamente menzionati nel DPCM, cioè a sale gioco, scommesse e bingo e non anche ad esercizi svolgenti altre attività prevalenti, pur se dotati di AWP”, conclude.