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L’avv.Marco Ripamonti, oratore al Convegno svoltosi durante Enada dal titolo “Ragione & Regioni: la politica del gioco divide l’Italia”, ha rilasciato per Jamma la seguente dichiarazione:

Nonostante impegni processuali, ho fatto tutto il possibile per partecipare all’evento e ci sono riuscito, potendo prendere la parola ed ascoltare gli altri interventi, che ho molto apprezzato.

Come prevedevo, ho riscontrato un malcontento grave e trasversale e non poteva essere diversamente in una situazione che forse è la più drammatica finora vissuta dal comparto dell’intrattenimento, in particolare dell’AWP.

La riduzione degli apparecchi, l’aumento del PREU, la ghettizzazione esplulsiva per via di limitazione di orari e distanziometri, sta annientando il comparto, che tante soddisfazioni ha consegnato e continua a dare all’Erario (chissà per quanto ancora, tuttavia) con l’impegno, i rischi e gli investimenti profusi dall’intera filiera.

Francamente, mi aspettavo la presenza dei politici per un confronto diretto ed aperto in un contraddittorio pubblico.

Confronto a questo punto inevitabile. Così non è stato, anzi ho appreso che tutti i politici invitati a partecipare all’evento si sono praticamente dati alla macchia.

Strano, il convegno era a Roma, quindi ad un passo dai palazzi del potere, e tra i politici ce ne sono anche di molto giovani e dinamici che, in occasione delle mie trasferte aeree per processi ed impegni professionali, incontro ed ho incontrato spesso in aeroporti vari, armati di zainetti e dall’andatura dal piè sospinto, sopratutto durante la camagna elettorale.

A mio avviso, non partecipando, hanno perduto un’occasione importante di dialogo e comprensione delle esigenze e peculiarità di un complesso settore anche se comprendo che, una partecipazione priva della necessaria preparazione, avrebbe potuto procurare, per converso, grave imbarazzo e brutte figure.

Peccato, comunque. A questo punto occorre davvero riflettere su come riuscire a farsi sentire e valere“.

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