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“Con la Manovrina di un anno fa – scrive l’associazione AGCAI –  i concessionari, ormai di totale proprietà di multinazionali estere diventate anche gestori e produttori di Awp (circostanza questa che ha drogato il mercato e provocato una concorrenza distorta schierando le multinazionali contro le piccole e medie imprese di gestione italiane), sono riusciti, influenzando l’allora sottosegretario ai giochi Baretta e i dirigenti dei Monopoli, per ottenere dei benefici irrevocabili ed esclusivamente a loro vantaggio facendo diventare i nulla osta delle macchine dei gestori a loro collegate al 31/12/2016, dei diritti del concessionario, come se le macchine dei gestori fossero di loro proprietà”.

“La Manovrina, in realtà, – prosegue AGCAI – ha bloccato il mercato delle Awp, per cui  i concessionari, vista l’impossibilità dei gestori in seguito all’applicazione della legge di cambiare concessionario (cosa precedentemente fattibile), si sono appropriati indebitamente dei nullaosta dei gestori a suo tempo richiesti ai Monopoli per tramite del concessionario, ma che di fatto erano collegati alla propria rete solo perché vi era la macchina di proprietà del gestore.

I concessionari subito dopo la legge hanno iniziato a mandare lettere di recesso contrattuale, sapendo perfettamente che il gestore non poteva fare nulla per spostarsi presso un altro concessionario, per cui trascorso il termine di preavviso di 6 mesi automaticamente il nullaosta di esercizio che grazie al blocco di mercato è diventato un loro diritto,  può essere usato dal concessionario per immettere le proprie macchine, molto spesso nello stesso punto vendita del gestore.

Al vicepremier Di Maio volevamo chiedere con l’incontro richiesto in data 9 Luglio, che purtroppo ha avuto al momento esito negativo considerando i vari impegni istituzionali, un contratto nazionale di filiera che tuteli i rapporti tra concessionario e gestore e che la riduzione delle Awp sia legata ad un contingentamento che permetta la presenza, in tutti i punti vendita, di un numero ben definito di apparecchi affinchè non si superi la somma di 265.000 macchine.

La nostra proposta di contingentamento, tenendo presente che già la legge oggi prevede punti di intrattenimento art. 86 e punti d’azzardo art.88, è:

–              Nei punti vendita art. 88 solo le Vlt,

–              nei punti vendita art. 86 solo le Awp.

Siccome i punti Art. 86 sono composti da circa 5.000 sale e circa 50.000 locali pubblici, escludendo lavanderie, cartolibrerie, stabilimenti balneari, alberghi e ristoranti, in quanto non punti di ritrovo, e autorizzandone da un minimo di una a un massimo di 4 in riferimento alla grandezza del locale considerando una media di 3 si avrebbe un totale di 150.000 macchine, le rimanenti (per un massimo di 20 macchine) andrebbero solo ed esclusivamente nelle 5.000 sale art. 86.

Una volta sicuri che le macchine non superino il numero di 265.000, i nulla osta possono essere richiesti al Monopolio in misura anche maggiore affinchè gli operatori possono avere la possibilità di immagazzinare qualche macchina pronta consegna in modo da fare concorrenza affinchè si riapra il mercato.

Inoltre, siccome è previsto il passaggio ad una macchina più sicura, i gestori propongono una macchina altamente tecnologica che permetta la sicurezza e l’immodificabilità ai fini fiscali che però non sfoci nell’azzardo con più elementi di intrattenimento e abilità e con una perdita oraria simile a quella del flipper collegata alla Agenzia delle Entrate affinchè si possa pagare un eventuale Preu direttamente con il modello F24.

Augurandoci che il premier Di Maio abbia quanto prima il tempo di riceverci, vista la nuova nostra richiesta di incontro a data più consona ai suoi impegni, speriamo che al momento almeno valuti la nostra proposta”.

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