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(Jamma) – AS.TRO ribadisce le “preoccupazioni già espresse in merito agli inasprimenti PREU disposti sugli apparecchi da gioco lecito dalla manovra di aggiustamento.

Si sottolinea l’insostenibilità in concreto della misura varata, dalla quale scaturisce, ad esempio per le AWP, una aliquota aggregata di oneri e prelievi (alla fonte) pari al 66% del residuo di gioco (differenza tra giocato e restituito in vincite), ontologicamente incompatibile con la stessa esistenza del prodotto lecito imprenditorialmente gestito.

Le proposte alternative, che si sono rappresentate al Governo, per cubare la medesima cifratura tramite il mero riequilibrio della manovra (su percorsi di equa ridistribuzione dei sacrifici tra i diversi segmenti del settore), non sono state ascoltate.

Ciò ha consegnato migliaia di aziende e decine di migliaia di punti vendita nel caos di un tributo innalzato per decreto legge in giorno festivo, senza neppure una cornice attuativa in grado di salvaguardare la continuità contabile e amministrativa di una gestione di flussi tra le più complesse in assoluto.

Al cospetto di una situazione che mette a repentaglio migliaia di imprese e decine di migliaia di posti di lavoro, e che diventerà definitiva solo dopo la conversione in legge del decreto Governativo – oggi solo provvisoriamente esecutivo – , AS.TRO ha deciso di attivare ogni possibile interlocuzione con le commissioni parlamentari che dovranno avviare l’iter di conversione del provvedimento, finalizzata alla promozione di quelle alternative cifrature che possono contemperare la continuità aziendale del settore con la soddisfazione degli interessi erariali.

Sistema Gioco Italia, alla quale AS.TRO aderisce, sta avviando interlocuzione con il Governo e con le competenti Commissioni parlamentari, confidando che differenti (ma più equilibrati e ugualmente cifranti) interventi possano trasformarsi mutazioni delle attuali disposizioni incidenti sul PREU degli apparecchi da gioco lecito.

Qualora tutti i confronti dovessero risultare negativi, e dovesse quindi verificarsi la irreversibilità di una condizione di oggettiva impossibilità di protrarre la continuità aziendale (e quindi anche di raccolta di fiscalità relativa agli apparecchi da gioco lecito), le imprese e le categorie si confronteranno per la gestione di un percorso di crisi di sistema generato da una scelta Governativa evitabile e schiettamente punitiva per gli operatori” conclude l’associazione.

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