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(Jamma) – “Il settore deve comprendere che la strada tracciata è quella di una rimodulazione e dislocazione del business. Senza entrare nel merito della tipologia di locali di tipo A e B, è importante tenere a mente lo scopo: limitare e distribuire.

Ci sono molti modi per arrivare a questo scopo e se avessero interpellato uno solo di noi le soluzioni sarebbero uscite direttamente dal comparto. Chi di noi non è d’accordo nel ridurre il numero di macchine a fronte di una migliore accettazione sociale del nostro settore? Chi di noi non può che plaudire il superamento delle demenziali fasce di rispetto a fronte di un contenimento della diffusione?

La risposta è semplice ma il problema persiste nella mancanza di lucidità con cui questo Governo affronta il problema. Non ci sono numeri che giustifichino una tale manovra a nostro scapito. Parliamo solo del populismo con il quale sia il Movimento 5Stelle a Roma sia, in maniera ancora più vergognosa, la Lega a Milano hanno delegittimato anni di battaglie politiche per un gioco lecito.

E’ una guerra a una sola proposta di gioco, la più fragile. Eliminare le macchine dai piccoli bar che senso ha? Proprio quel piccolo bar tiene le macchine per garantirsi un utile ulteriore in grado magari di saldare l’affitto o di pagare un aiuto. Levare a quel bar le macchine equivale a farlo chiudere. A che scopo?

I tabaccai sotto i 30 metri elimineranno le macchine dai propri esercizi per il semplice motivo che il Governo non ritiene quegli spazi adatti ad ospitare il gioco. Perché non levano a quei tabaccai anche i gratta e vinci o il lotto? In fondo dove potranno mai accomodarsi i clienti di quei pertugi per grattare il biglietto di turno? Non c’è spazio!

Purtroppo non esiste equilibrio e le associazioni si sono perse in litigi inutili per troppo tempo. Mi dispiace molto vedere questo scempio del lavoro che molti hanno ricevuto da generazioni e che rischia di andare incontro a una rimodulazione gravosa. Il comparto deve fare un passo indietro non c’è soluzione. Occorre fare un passo indietro e attendere un nuovo vento. Occorre che lo Stato si renda conto che eliminare noi equivale ad eliminare un introito, non il problema.

Macchine differenti, magari scollegate, fantasiose, colorate, al limite dell’azzardo ritorneranno dove le slot legali, per le quali abbiamo investito e organizzato le nostre imprese, spariranno. Torneranno nel piccolo bar e nel piccolo tabacchi con buona pace del moralista, dell’agente della municipale che non avrà un articolo di legge con cui sanzionare, del politico convinto di avere agito nel bene e che invece creerà una frattura fra legale ed illecito, del concessionario che perderà introito.

Don Mazzi (lo stesso che aveva in cura Corona, tanto per intenderci) che parla di piaga del gioco, Arcivescovi, Monarchi della Chiesa (come non a caso piaceva apostrofare costoro il “divin uomo” – Galileo Galilei), ma più trasversalmente i politici di tutti i colori e di tutte le tasche, fino alle neonate associazioni contro il gioco comprenderanno forse allora il significato di “presidio della legalità” che (questo devo ammetterlo anche se i nostri rapporti sono reciprocamente di palese insofferenza) Massimiliano Pucci da anni professa.

Il problema è solo nell’ignoranza di coloro che, non sapendo, legiferano. Questo è il dramma. Un dramma che forse si rivelerà di una sfumatura diversa da quella che oggi gli attribuiamo. Il comparto è sopravvissuto a tutto. Sopravviverà ancora perché non è l’offerta che deve essere eliminata ma, eventualmente, la domanda. Fino a che esisterà la domanda esisterà qualcuno disposto a offrire prodotto”.

Ing. Francesco Gatti
BAKOO S.P.A.

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