Il Tar della Val d’Aosta ha accolto il ricorso di un esercente e disposto la sospensione del provvedimento della Questura di Aosta che ha revocato la licenza ex art. 88 TULPS ad una sala giochi di Quart. Il collegio ha ritenuto sussistere un ”danno grave e irreparabile in capo alla parte ricorrente, correlata al rischio di chiusura dell’attività svolta, con gravi ripercussioni anche sui livelli occupazionali alla stessa riferibili”.

“Ritenuto, ad un primo sommario esame, che le doglianze contenute nel ricorso appaiono provviste di sufficiente fumus boni iuris, in quanto – a prescindere dall’ammissibilità della revoca di un’autorizzazione rilasciata sotto il vigore di una pregressa disciplina – la qualificazione delle Università quali luoghi sensibili non appare del tutto pacifica, in assenza di una espressa e univoca indicazione normativa (cfr. art. 4, comma 1, della legge regionale n. 14 del 2015, che individua specificatamente gli “istituti di scolastici di ogni ordine e grado” e “le strutture culturali”), come pure la modifica, recata dall’art. 1, comma 2, della legge regionale n. 10 del 2018, dei criteri per calcolare la distanza delle sale giochi dai predetti luoghi sensibili, che deve avvenire in linea d’aria e non più sulla base del percorso pedonale più breve, non appare del tutto ragionevole, soprattutto nel caso, come quello oggetto del presente contenzioso, in cui la conformazione dello stato dei luoghi risulta affatto peculiare rispetto alle finalità di tutela perseguite dalla normativa regionale;Ritenuta, altresì, la sussistenza di un danno grave e irreparabile in capo alla parte ricorrente, correlata al rischio di chiusura dell’attività svolta, con gravi ripercussioni anche sui livelli occupazionali alla stessa riferibili“, si legge nella ordinanza.