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(Jamma) – «Premesso che i Consiglieri ed i Delegati del Lazio rispondono solo e direttamente ai soci che li hanno eletti, – scrive il Consigliere SAPAR Patrizio Perla – gli stessi sanno benissimo quello che hanno fatto nei primi 3 giorni della settimana appena trascorsa, e sanno anche quello che hanno fatto durante tutto l’anno».


«Non devono – continua Perla – assolutamente spiegazioni ne a lui ne ad un suo conterraneo che ha posto la stessa osservazione all’assemblea dei delegati di Rimini, anche se questa era riferita alla manifestazione del 3 maggio.
Un punto alla volta:
1) Manifestazione del 3 maggio: nonostante ci fossero a disposizione solo 4 giorni per l’organizzazione da quando si e decisa la data, la delegazione Sapar Lazio ha portato (a parte cartelli e striscioni fatti di sabato e domenica) in piazza circa 60 soci, ed in più erano presenti 15/20 gestori non aderenti a nessuna associazione ma operanti nella Regione
2) Manifestazione del 31 maggio: in un primo tempo la data prevista era per il 25/5 poi è stata spostata, perché il preavviso per l’organizzazione era di soli 3 giorni; il sabato 27 è uscito un comunicato alle ore 20 circa che dava come data fissata il 31/05, perciò tolta la domenica con soli 2 giorni di anticipo.
Come ho chiaramente espresso nel mio intervento a Rimini ho sostenuto che la Sapar non avrebbe dovuto accettare tale data, visto che i due giorni precedenti la manifestazione, il 29 e 30, i consiglieri e delegati erano in assemblea, ed in più il venerdì 2 giugno era un giorno festivo, e con queste concomitanti situazioni, con un solo giorno nella settimana per svolgere la normale attività lavorativa, il rischio di un flop poteva essere molto alto.
Nonostante queste condizioni ho esortato tutti al massimo sforzo per partecipare perché un fallimento della piazza precluderebbe la già minima speranza di essere ascoltati, perciò vista la mia personale impossibilità di intervenire, non ho fatto mancare da parte della mia azienda la partecipazione sia di mio figlio che dei tecnici perché credo nella piazza nella quale si può anche discutere e confrontarsi (anche se sarebbe stato più opportuno farlo precedentemente) ma l’importante è avere chiaro che la controparte dei gestori è il Palazzo, e anzi la sua scellerata politica che ci vuole cancellare e non la piazza stessa.
Detto questo perciò credo che le responsabilità del quasi flop non siano da attribuire ad alcuno, ma sono il prezzo da pagare, il risultato di una approssimazione ed inesperienza organizzativa, fatta con tanto impegno e buona fede da parte di tanti, ma è vergognoso cercare di addossare colpe personali ricercando un capro espiatorio oltretutto tra chi è stato sempre presente e propositivo.
Ad esempio la manifestazione da me immaginata, (ognuno ha la sua diversità), non era fatta di fumogeni che fanno coreografia ma che svaniscono nell’aria, ma era fatta di uno sventolio di buste bianche contenenti i pre-licenziamenti dei dipendenti e che dovrebbero essere depositate sul tavolo del Ministro del Lavoro e che avrebbero avuto probabilmente un effetto concreto.
La manifestazione da me immaginata era solo la vetrina che era da supporto ad altre azioni complementari, legali, costituzionali, politiche (denuncia al Parlamento europeo) ed altro.
La manifestazione da me immaginata è senza sigle, al centro c’è il GESTORE e no la sua associazione, perché è lui il soggetto che si vuole far scomparire a vantaggio delle Concessionarie.
Caro dottor Maniglia, la volevo informare che tutte le manifestazioni di qualsiasi settore vengono fatte a Roma, perché è la capitale del Paese e li ci sono i rappresentanti della politica, ma ciò non toglie che quando una categoria protesta, i partecipanti vengono da tutta Italia, nel Lazio non ci sono comparse o figuranti buoni per riempire le piazze, anche perché nello specifico i problemi che hanno i gestori del Lazio sono gli stessi che hanno i gestori di tutta Italia da Bolzano a Canicattì.
Sarebbe però necessario avere una cultura ed una mentalità di categoria ampia e totale, se ci limitiamo a valutare le posizioni settarie e regionali da Lei espresse, non arriveremo mai da nessuna parte, la coincidenza delle sue affermazioni con quelle del consigliere suo corregionale fatte a Rimini, destano in me anche una sorta di preoccupazione, non vorrei che fosse conseguenza di qualche sindrome infettiva. Se rifletto più a fondo capisco che probabilmente per Voi (due) è difficile, quasi impensabile una visione dell’orizzonte a 360 gradi, non a caso la vostra regione nella rappresentanza nell’associazione è divisa tra orientale ed occidentale, un po’ come i marchigiani che dividono la loro regione in Marche sporche e Marche pulite. Chiuso l’argomento.
Torniamo alla manifestazione, la presenza di mio figlio mi ha permesso di avere notizie di prima mano e devo dire che lo spettacolo che mi ha raccontato, e che poi ho visto anche nei vari filmati, non è stato proprio dei migliori, però ci poteva anche stare, è la legittima conseguenza della rabbia che abbiamo tutti in corpo per come ci stanno togliendo il lavoro che veramente vuol dire togliere il pane della sopravvivenza dalla bocca.
Capisco anche la delusione da parte di chi si è impegnato ventre a terra per la riuscita della manifestazione, con la convinzione che il supporto ed il contributo di tutti, sommato anche alle 500/600 adesioni in chat si trasformassero in un numero importante di presenze in piazza, so come ci si sente perché l’ho provato diverse volte sulla mia pelle. Ricordo tanti anni fa un sito gestito da Coriolano che raccolse oltre 1.000 adesioni per una protesta contro la legge 289 ed all’appuntamento eravamo 68. Purtroppo ci sono sempre stati e continuano ad esserci tanti leoni più o meno anonimi da tastiera poi, quando c’è da mettere la faccia o l’impegno in prima persona, ti giri e vedi sempre i soliti noti.
Ho detto che ritengo legittime e mi immedesimo in tutte le posizioni espresse, al massimo si può discutere sui modi e sulla forma, ma oramai mi sembra inutile e tempo perso, però ci sono un paio di cose che ci tengo a precisare perché mi toccano direttamente e personalmente.
1) Dalla piazza più di qualche volta è stata ripetuta la frase nei confronti dei pochi (i numeri sono incontrovertibili, anche se non danno a nessuno il diritto della conta di selezione) soci Sapar presenti di abbandonare l’associazione “perché vi sta rubando i soldi”. Qui è necessario fare una distinzione, perché se è stato detto in un attimo di rabbia, ma in buona fede, allora chiarisco che la Sapar lo scorso anno ha speso oltre 200.000 (duecentomila) euro per azioni legali contro i regolamenti comunali, regionali e nazionali, quei soldi sono anche quelli che io ho versato come quota d’iscrizione nel corso degli anni e che sono andati perciò a beneficio di tutti. Dov’è la quota parte di chi ha affermato ciò? Però quello che mi ha fatto più dispiacere è stato che “qualcuno ” sull’onda di questa affermazione si è affrettato o personalmente o tramite segretaria a contattare i soci Sapar proponendo una tessera associativa diversa, a me questo comportamento è sembrato, usando un francesismo, sciacallaggio; chiunque è convinto di essere un fenomeno deve dimostrare la sua bravura con le proprie qualità e non denigrando il prossimo!
2) Se la maggior parte dei gestori non ha pagato quell’estorsione da 500 milioni chiamata legge di Stabilità, lo deve alla Sapar che si è opposta nei tribunali ottenendo infine il pronunciamento del Tar che ha rimandato la decisione nel merito alla Corte Costituzionale. E la delegazione che più ha puntato i piedi, anche quando il legale sosteneva di dare un piccolo segnale di disponibilità, è stata proprio quella del Lazio, di questo risultato ne hanno goduto tutti e spero che questa cosa non faccia invidia a chi non ha una delegazione particolarmente partecipativa, unita, ed attenta come la nostra.
Oggi ero a pranzo fuori con la mia famiglia e mio figlio piccolo di 6 anni ha preso una vecchia agendina ed ha cominciato a prendere le nostre ordinazioni, che chiaramente non avrebbero sortito nessun effetto in cucina e nulla avrebbero cambiato rispetto a quanto già ordinato. Perché vi ho raccontato questo? Perché mi ha fatto venire in mente l’incontro del 31 sera avuto dai nostri rappresentanti con Baretta, che preso un bel taccuino di cartaimpecorita, ha iniziato a prendere le comande ben sapendo l ‘effetto che avrebbero sortito in… cucina.
1) RIDUZIONE PREU “Il tentativo di spostare in avanti anche il PREU (ed anche di ridurlo) è stato fatto nel corso della discussione preventiva alla pubblicazione del decreto durante il dibattito parlamentare. Non ci siamo riusciti perché le coperture che avrebbero consentito ciò erano tutte non strutturali e nel difficile rapporto con l’Europa non sono ammesse coperture che non siano strutturali”. Allora come spiegherà all’Europa la riduzione del 34% degli apparecchi che porteranno ad un conseguente calo del PREU?
2) RIDUZIONE DI TUTTI I GIOCHI E NON SOLO DELLE AWP “…per quanto riguarda le Vlt, se consideriamo anche le Awp, non esiste di regola un automatismo del rapporto 100/14%”….” dichiarazione rilasciata in commissione bilancio del Senato, le considerazioni le potete trovare nella lettera aperta pubblicata da Jamma.it il 19 maggio, senza che mi sto a ripetere. comunque si può scrivere sul taccuino tanto in cucina non arriva.
3) RICONOSCIMENTO DEL GESTORE Cosa dobbiamo fare? Lasciare le impronte digitali? Il dna? Siamo contrattualizzati con il concessionario, paghiamo il PREU, siamo schedati anche con la certificazione antimafia, siamo inscritti all’elenco Ries. Può bastare per un riconoscimento giuridico?
4) TASSA SUL CASSETTO Questa la lascio tutta al Sottosegretario perché è una dichiarazione buona per tutte le stagioni e da quando ha iniziata a dirla e rispolverala non era ancora nato mio figlio. Prima che la scriva sul taccuino una domanda secca quale percentuale di tassazione eventualmente immagina?
5) RIDUZIONE DELLE AWP Perché non è stato chiesto al sottosegretario come mai questa richiesta è stata da Lui inserita in corsa ed in modo peggiorativo al già vergognoso aumento del Preu? C’è chi sostiene, ma io non ci credo, che c’entrino qualcosa anche le sue frequentazioni a tavola con alcuni personaggi ben noti al settore e di cui si sa benissimo chi rappresentano. Ci sono comportamenti che probabilmente non sono penalmente rilevanti, ma quanto meno sono inopportuni per un politico che dovrebbe avere gli incontri istituzionali nei luoghi istituzionali, specialmente per rispetto di quanti dall’altra parte della piazza si stanno battendo a difesa del loro lavoro.
La richiesta fatta dai nostri rappresentanti, che la riduzione dovrà essere attivata in base alla disponibilità del proprietario e no sul numero dei nulla osta, (a parte che è stata già cassata), cosa cambierebbe sostanzialmente? Scegliamo noi i nostri locali da eliminare per primi? Così il concessionario o i suoi service non si pongono neanche il problema? Quando noi eravamo presenti negli esercizi i concessionari non esistevano, il Monopolio si occupava di tabacchi, ed il sottosegretario si occupava di sindacato. Poi con un piano politico ben definito e grazie soprattutto alla nostra incapacità di difesa siamo arrivati alla situazione di oggi dove il Monopolio si occupa di giochi, il sottosegretario di politica ed i concessionari si sono appropriati di un settore entrando prepotentemente negli esercizi avvantaggiati anche dalla loro insolita ed assurda condizione di controllati e controllori, e forti soprattutto della esclusiva gestione di prodotti alternativi tipo Gratta e vinci e Superenalotto utilizzati come grimaldello per occupare posizioni. La mia ipotesi di riduzione potrebbe seguire il principio del chi tardi arriva male alloggia, il procedimento sarebbe incontrovertibile, gli apparecchi con i nulla osta attivati nel locale per secondi sono i primi ad essere tagliati.
6) ABBASSAMENTO DEL PAYOUT e LA INTRODUZIONE A 100EURO NELLE VLT Il sottosegretario continua a ripetere,come un disco rotto, che è stato chiesto dai gestori l’abbassamento del payout dal 74% al 70%, come se una estorsione di aumento del PREU di tale portata potesse essere sostenibile. Inoltre afferma di non capire “Perché si dice che abbassare a 100euro la introduzione delle banconote nelle VLT è un’offesa all’intelligenza umana? Intanto riduce la propensione al gioco, ma soprattutto rende meno semplice il riciclaggio”. Non avrei voglia ne di ripetermi ne di essere ancora offeso nell’intelligenza ma, e spero sia per l’ultima volta, ripeto che la giocata nelle VLT rimane sempre uguale a 10 euro, e rispetto al riciclaggio nulla cambia se si introducono 4 pezzi da 500 euro o 20 pezzi da 100 euro.
Ripeto,il taccuino delle comande potrà essere stato riempito in tutte le parti,da primi piatti alla frutta, dal dolce al caffè, ma mai arriverà in cucina, perché oltretutto, per quanto niente potesse valere, tra poco la cucina sarà chiusa, ed a queste condizioni pochi potranno bere l’ammazza caffè.
L’appuntamento con i nostri rappresentanti lo ha fissato tra 15 giorni, sono pronto a scommettere che verrà rimandato almeno di altri quindici per impegni istituzionali, e siamo a luglio, mese in cui ci sarà il dibattito per l’approvazione della nuova legge elettorale, poi ad agosto il Parlamento va in ferie, seguirà poi la campagna elettorale ed il governo potrà svolgere solo le funzioni di routine.
Perciò esorto tutti i colleghi a non perdere tempo dietro a chi non lo merita, a chi si è dimostrato fortemente scorretto ed irrispettoso delle oltre 6000 aziende di gestione e dei quasi 100.000 esercizi pubblici ad esclusivo vantaggio dei poteri forti,(forse è sfuggito ai più ma la BCE che compra obbligazioni dalla Novomatic dovrebbe far riflettere) e che solo su di una cosa mi trova d’accordo quando dice che “non cerca consenso politico” infatti può starne certissimo che non ne avrà!
Iniziamo da subito ad organizzare tutte le iniziative che riterremo più opportune, dai ricorsi legali, e costituzionali in Italia e in Europa, alla individuazione e concertazione con partiti o rappresentanti che si impegnano a perorare le nostre giuste rivendicazioni, ad un intervento sul territorio forti della nostra presenza capillare, ad esempio invece di far passare il messaggio di alcuni sindaci che propongono incentivi fiscali a chi rinuncia alle slot, spiegare che il mancato introito del gioco a piccola vincita avrà come conseguenza un aumento di tassazione, e soprattutto organizzare nei modi e tempi giusti una grande manifestazione di piazza che sotto le elezioni farà sicuramente gola. I gestori capiscano o ora o mai più».

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