Si è conclusa la terza e ultima fase del progetto di ricerca Family Amusement, finanziato da Consorzio FEE, Sapar e New ASGI Italia, che ha visto coinvolto un gruppo interdisciplinare di esperti dei Dipartimenti di Economia Aziendale e di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre.

A valle delle prime due fasi del progetto, di natura esplorativa (rassegna sistematica della letteratura nazionale e internazionale e indagine qualitativa con interviste in profonditàe focus group) è stato realizzato un sondaggio con questionario che ha visto coinvolti 1.000 individui tra i 18 e i 30 anni; il campione è rappresentativo di tutto il territorio nazionale. Obiettivo della ricerca è stato quello di esplorare le abitudini e i comportamenti di gioco nelle sale Amusement, le preferenze verso i ticket e la propensione verso i giochi con e senza vincita di denaro. Il sondaggio è stato somministrato in modalità mista sia web che face to face ed è stato garantito l’anonimato dei rispondenti.

I risultati delle interviste sono stati analizzati da esperti metodologi di diverse discipline: management e marketing, psicologia di ricerca sociale e statistica.

Ma cosa è emerso dal sondaggio?

Il campione è composto per il 51% da femmine e per il 46% da maschi. Le età (18-30 anni) sono così distribuite: 18-20 anni: 176 persone; 21-25 anni: 423; 26-30 anni: 420. Il titolo di studio maggiormente ricorrente è il diploma di scuola superiore (56%), seguito dalla laurea (27%). Le aree geografiche con il maggior numero di rispondenti sono Sud (24%) e Nord Est (23%).

Il 53% dichiara di non frequentare o aver frequentato le sale Amusement, mentre il 47% afferma di frequentarle/averlefrequentate.

Di questi, il 62% dichiara di non collezionare/aver collezionato mai i ticket, mentre il 38% li colleziona con diversi livelli di intensità. In particolare:

 il 9% dichiara di collezionare/aver collezionato sempre o spesso i ticket;

– il 29% di collezionarli/averli collezionati saltuariamente.

È stata valutata anche l’opinione del campione in merito alla relazione tra ticket redemption e giochi con vincita di denaro.

Solo una piccola parte dei rispondenti (3%) ritiene che i ticket gli abbiano fatto scoprire il gioco con vincita in denaro; una piccola percentuale ritiene che questi possano influenzare la propensione a questa tipologia di gioco (5%). Inoltre, il 6% del campione ritiene che i ticket siano simili alle scommesse e l’8% percepisce i ticket come pericolosi.

Al campione è stato chiesto anche quali fossero le abitudini rispetto al gioco con vincita in denaro.

Negli ultimi 12 mesi i rispondenti hanno giocato più volte alla settimana o una volta alla settimana ai gratta e vinci (35%), ai giochi virtuali (30%), al superenalotto (24%), al Lotto (22%) e alle Scommesse nelle agenzie di scommesse (20%); alle Scommesse on-line (18%).

I risultati hanno consentito altresì di analizzare gli antecedenti delle abitudini e dell’atteggiamento verso i giochi con vincita di denaro: si tratta in particolare di caratteristiche personali come la propensione al rischio per il guadagno o per ottenere stimoli, unite a fattori contestuali/familiari.

Dall’analisi dei dati emerge che esiste una debole mediazione tra ticket, atteggiamento positivo e utilizzo di giochi con vincita in denaro.

La ricerca evidenzia che esistono dei fattori protettivi e di mitigazione quali il valore dell’altruismo e della solidarietà,l’auto efficacia e l’autocontrollo. Questi elementi di mitigazione possono avere un importate impatto trasformativo nella gestione delle sale Amusement in luoghi di edutainment e socializzazione.

Un nuovo sforzo è richiesto alle sale Amusement per rilanciare il proprio business potenziando una immagine positiva verso la comunità. Le sale potrebbero orientarsi verso un modello più sostenibile e socialmente responsabile. Utile sarebbe a tal fine un codice etico promosso dal settore per supportare i gestori in un processo di cambiamento e maggiore integrazione sociale.