«Il distanziometro potrebbe essere una misura superflua solo se si mettessero al bando tutti i mini casino con la presenza delle videolottery.

La Regione Emilia Romagna – scrive Benedetto Palese, presidente dell’Associazione AGCAI (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento) – ha capito perfettamente che sono i mini casinò i luoghi più pericolosi dove si creano i malati di gap e ha pensato subito alla loro chiusura entro i 500 mt dai luoghi sensibili, dando più vita agli apparecchi da bar che dovrebbero essere sostituiti prossimamente (come previsto dalla legge) con un apparecchio più di intrattenimento.

Le videolottery sono gli apparecchi più pericolosi al mondo (in Europa esistenti solo in Italia), con puntate 10 volte maggiori di una slot da bar ,che accettano banconote sino a 500 euro , riciclano denaro, e ripuliscono le tasche di qualsiasi giocatore in pochissimo tempo facendogli perdere migliaia di euro all’ora …

In questi mini casino si rifugia il vero giocatore patologico, alla ricerca di privacy, in posti con personale formato affinché un giocatore neanche si alzi dalla propria poltrona se non prima finisce di sperperare tutte le proprie somme disponibili.

Questi mini casino non vanno vietati solo nei 500 metri ma vanno vietati proprio su tutto il territorio nazionale.

Per eliminare il distanziometro si dovrebbe, una volta messi a bando le videolottery, razionalizzare la rimanente offerta di gioco iniziando dal dimezzare i punti vendita dei Gratta e vinci e relative lotterie istantanee (per esempio solo nei tabacchi) dal dimezzamento del numero massimo delle slot nei bar (dal numero massimo attuale pari a 8 portarlo ad un massimo di 4), nel dimezzamento dei punti scommesse ( per esempio lasciare solo le agenzie scommesse) eliminando i punti chiamati “corner” dove è anche possibile scommettere.

Allora forse si potrebbe pensare ad un distanziometro da una distanza massima di 150 metri dai luoghi sensibili.Ma tutti coloro che vogliono relegare il gioco solo in punti qualificati e controllati, lo sanno che questi mini casino oltre a far nascere giocatori patologici, sono spesso punti di ritrovo della criminalità organizzata e di minori come si evince dai numerosi controlli effettuati nei mini casino dalle forze dell’ordine.

Come fanno a sostenere che questi punti, deputati al gioco gestiti e arredati tipo casinò, possono stare vicino a luoghi sensibili e non creare giocatori patologici?

Così come “l’occasione fa l’uomo ladro”, trovare un mini casinò dall’ambiente invitante e con addirittura molti angoli privé con queste infernali macchine in ogni angolo di strada, non si può dire che l’occasione non crea il giocatore patologico.

Diverso è il giocatore del bar che normalmente è un giocatore sociale che spende pochi spiccioli in un apparecchio che ha puntate massime di un euro e vincite massime di 100 euro e che tecnicamente in un ora è programmato affinchè non si possa perdere mediamente più di una somma pari a 30 euro.

Fra l’altro nei bar gli apparecchi sono a vista e questo è già un deterrente per il giocatore patologico che invece cerca punti e posti riservati.

Ciò nonostante la nostra associazione ha chiesto al vecchio governo già tre anni fa la sostituzione anche delle macchine da bar con apparecchio con più presenza di elementi di intrattenimento e abilità in grado di diminuire ancor di più la perdita oraria».

 

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