ariano
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(Jamma) – L’avvocato Massimilano Ariano invia un breve memorandum su quanto definisce “abusi perpetrati dai concessionari: dal rifiuto della richiesta di portabilità del NOE all’omessa restituzione dei depositi cauzionali rilasciati a titolo di garanzia. L’abuso nella procedura di riduzione macchine”.

L’avvocato Massimilano Ariano scrive: «A decorrere dal Luglio 2004, quando con Decreto del Ministero Economia del 12 Marzo 2004 il Legislatore assegnava la titolarità dei N.O.E ai soli Concessionari, quest’ultimi acquisivano una posizione di supremazia contrattuale rispetto ai gestori. Ancora oggi, in conseguenza del nefasto disposto normativo, i Concessionari, approfittando della piena ed esclusiva disponibilità del titolo autorizzatorio, oltre ad imporre alle proprie rispettive controparti condizioni contrattuali sproporzionate e gravose finalizzate unicamente a legare a sé il Gestore a tempo indeterminato (v. penali esose o corrispettivi ingenti in caso di recesso), spesso tengono nei confronti del Gestore comportamenti arbitrari tale da pregiudicare l’efficienza e la continuità dell’attività aziendale di quest’ultimo.
L’individuazione del Concessionario quale unico soggetto detentore del titolo e come tale artefice del destino dei NOE legittima il perpetrarsi di vari abusi a danno dei Gestori, come è accaduto quando il Concessionario ritarda o rifiuta il subentro di un nuovo Concessionario nel contratto di rete ostacolando di fatto la libera portabilità del titolo da parte del Gestore ovvero nei casi in cui il Concessionario persevera nel blocco delle macchine anche dopo il pagamento del Preu impedendo di fatto il libero esercizio di impresa. Tutto ciò è ancora più evidente nell’ambito del procedimento di riduzione macchine, come disciplinato dall’art. 6 bis del Decreto Legge 50/2017 (convertito in Legge 2017/97)e relativo Decreto Attuativo del Ministero dell’Economia e Finanze, dove il Legislatore lascia al Concessionario ampia e piena discrezionalità nel decidere quali apparecchi di cui al comma 6 lett a) siano da eliminare potendo in tal modo privilegiare territori a discapito di altro o favorire concessionari proprietari anche di apparecchi AWP in gestione diretta prescindendo, nel modo più assoluto dal consenso del Gestore, che, viceversa, è da ritenersi protagonista principale della vicenda.
In ultima analisi, con riferimento alle fattispecie di abuso, deve aversi riguardo al caso in cui il Concessionario rifiuti la restituzione del deposito cauzionale al Gestore, una volta cessato il rapporto contrattuale. In merito a ciò il sottoscritto ha ottenuto, in nome e per conto di un associato dell’AGCAI, l’immediata restituzione della relativa somma da parte del Concessionario sul presupposto che la relativa garanzia sia stata dalle parti espressamente limitata ai soli obblighi di pagamento inerenti il PREU, il canone di concessione e i compensi Concessionario e non già anche per la quota dovuta a titolo di riduzione compensi ex Legge di Stabilità 2015. Detto assunto è per altro confermato dalla giurisprudenza di legittimità in tema di integrazione c.d. cogente o dispositiva, poiché nel caso di specie vengono a mancare i presupposti di cui agli artt. 1339 e 1374 c.c.
L’Agcai tramite il sottoscritto, oltre ad essere direttamente intervenuta nei confronti dei Concessionari inadempienti, sta, comunque, preparando un DOSSIER da inviare all’Autorità Garante al fine di attivare un’indagine nei confronti del Concessionari sia con riferimento al contenuto dei contratti di rete che in relazione all’esecuzione degli stessi essendo questi i due momenti principali in cui si annida l’ABUSO».

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