«Innalzare il Preu delle VLT al 9 (9 su 15 di residuo con pay out 85 per cento come per legge uguale al 60 sul margine) e – si legge in un comunicato AGCAI – abbassando il Preu al 18 per cento sulle awp (18 su 30 di residuo con pay out al 70 per cento, uguale al 60 per cento sul margine) ipotizzando una raccolta uguale fra Vlt ed awp (molto veritiera) di 24 miliardi di raccolta nell’anno 2019, il Governo incasserebbe 1,08 miliardi anziche i preventivati 700 milioni.

Il calcolo è semplice a prova di bambino di prima elementare. Oggi il Preu è per le VLT pari al 6.25. innalzandolo a 9 residua una differenza di 2.75. Moltiplicando l’ipotizzata raccolta di 24 miliardi nel 2019 per appunto per 2.75 si avrebbero 660 milioni in più all’anno che per tre anni sarebbero 1,980 milioni.

Le awp oggi hanno un Preu pari a 19,25, portandolo al 18 ci sarebbe un decremento di 1.25. Ipotizzando sempre una raccolta nel 2019 di 24 miliardi moltiplicando per 1.25, si avrebbe un decremento di entrate annue pari a 300 milioni. Per cui si avrà una differenza positiva di entrate annue in più di 360 milioni (660 delle VLT meno 300 delle awp) per tre anni saranno di 1.080 milioni. Si avrebbe così una giusta tassazione uguale fra i due segmenti di gioco anche se il reddito residuo giornaliero e quindi annuo di una VLT rimarrà sempre più alto di una awp nonostante la tassazione equiparata.

Non dimentichiamoci che la puntata ad una VLT e 10 volte maggiore di una semplice slot da bar (awp). Si riuscirà a fare? Molto probabilmente no, in quanto i concessionari da sempre influenzano la Ragioneria di Stato che nella relazione tecnica hanno scritto che gli apparecchi sono tassati al 52 per cento (media fra il 40 delle VLT di oggi e il 64 delle awp) non specificando le due differenti tassazioni e quindi di fatto favorendo le multinazionali che gestiscono le VLT a discapito dei piccoli gestori che gestiscono le awp. Speriamo che non influenzi anche questo Governo del popolo».

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