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Puglia. L’Associazione dei Concessionari degli Apparecchi Da Intrattenimento – A.C.A.D.I. –ha indirizzatouna lettera a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, agli Assessori della Giunta Regionale Cosimo Borraccino (Ass. Sviluppo Economico), Loredana Capone, (Ass. Industria Turistica e Culturale) Sebastiano Leo (Ass. Formazione e Lavoro), Raffaele Piemontese (Ass. Bilancio), Salvatore Ruggeri (Ass. Welfare) e ai consiglieri del Consiglio Regionale nella quale si esprime in merito al distanziometro della Legge Regionale Puglia n° 43 del 13 dicembre 2013, rendendosi disponibile nel partecipare a un tavolo di confronto per approfondire la questione.

“A.C.A.D.I ed i propri Associati hanno già avuto modo di rappresentare in diverse sedi istituzionali che un distanziometro espulsivo per errore tecnico come quello della Legge Regione Puglia numero 43 del 13/12/2013 è in grado di determinare conseguenze nefaste sul piano della mancata tutela della salute e del risparmio dei cittadini utenti, dell’ordine pubblico, del gettito erariale, dell’impresa e del lavoro” – si legge nella nota.

“Sono talmente tanti i luoghi sensibili indicati ed è talmente ampio il raggio di interdizione che risulterebbe vietata la sostanziale totalità del territorio. Sono le valutazioni scientifiche sull’inidoneità di un distanziometro espulsivo a contrastare il disturbo da gioco d’azzardo e sul rischio che il medesimo vada addirittura contro lo scopo della norma istitutiva, da un lato, gli studi peritali urbanistici che asseverano l’errore tecnico sopra descritto, dall’altro, suggeriscono di valutare con grande attenzione la possibilità che le amministrazioni competenti effettuino una verifica tecnica preventiva delle conseguenze dell’applicazione in concreto del distanziometro come impostato, del numero delle espulsioni delle realtà esistenti conseguente, dell’ampiezza delle zone residuali e della idoneità delle medesime ad ospitare un’offerta di gioco legale adeguata. Il tutto potrebbe prendere tempo. Per questo si comprende il fatto che sia all’ordine del giorno prorogare il termine di dicembre 2018 fissato dalla Legge Regione Puglia 13/12/2013 n. 43 per la entrata in vigore per tutte le realtà esistenti del distanziometro viziato.

L’Associazione comprende anche che la proroga non sia un mero spostamento in avanti del problema ma che invece rappresenti lo strumento necessario all’Amministrazione per l’effettuazione delle giuste riflessioni tecniche preventive sull’applicazione in concreto della misura e dell’errore tecnico che la vizia nonché sulle relative conseguenze che da tempo vengono sintetizzate nel concetto di Effetto Espulsivo.

A fronte della inidoneità dello strumento e dell’errore tecnico che lo caratterizza, consentire la cancellazione della sostanziale totalità dell’offerta legale attualmente esistente significa aprire le porte all’offerta illegale, incentivare il proliferare di prodotti di gioco illegale di contrabbando, pericolosi e senza controllo, significa far chiudere aziende del territorio sane e significa far licenziare il personale con cui le medesime svolgono attualmente per lo Stato funzioni di Incaricato di Pubblico Servizio nell’espletamento di attività per la distribuzione di prodotti controllati, per la raccolta di informazioni per il contrasto all’antiriciclaggio, per la tracciabilità dei flussi finanziari, per la raccolta di un gettito erariale unanimemente riconosciuto da emersione. La proroga eviterebbe non solo quanto sopra ma anche onerosi e impegnativi contenziosi anche in considerazione del fatto che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 108 del 22.03.2017 ha formalizzato di non potersi pronunciare sull’Effetto Espulsivo della Legge Puglia solo perché la questione non atteneva al thema decidendum di allora. Ma è evidente che gli operatori sono in attesa che uno dei numerosi giudici aditi decida di rimettere alla Corte la valutazione dell’illegittimità dell’Effetto Espulsivo. Nel Paese vi sono validi precedenti di proroghe, tra cui quello della Liguria, dell’Abruzzo e della Provincia di Trento. In questo senso Acadi comprende le ragioni delle richieste di proroga che saranno reiterate con una manifestazione annunciata per il 30 ottobre, utile quantomeno a misurare in concreto la conseguenza reale di un siffatto distanziometro e comunque per il tempo necessario per la formalizzazione della presa di coscienza a livello nazionale del problema, come peraltro cristallizzato nella Conferenza Unificata di settembre 2017 in cui Stato, Regioni e Provincie Autonome stimolati ad incontrarsi dal Legislatore Nazionale hanno finalmente convenuto sull’importanza del presidio del territorio da parte dell’offerta legale. Un’offerta legale ridotta e contenuta ai livelli voluti dal legislatore, ma esistente e capillare”- conclude la missiva.

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