A testa alta si può dire di voler tornare a lavorare? Per se stesso e per i propri colleghi.

Mi chiamo Alessandro,

e sono trovato ‘catapultato’ in questo mondo del gioco. Catapultato nel vero senso della parola, ma mi sono ambientato quasi subito, anche grazie all’aiuto dei miei colleghi!

Faccio 100 chilometri al giorno per andare a lavorare a Bari, ma non mi lamento: ma bisogna farlo!

Sono riconoscente a questo lavoro che mi ha dato una stabilità economica e grazie al quale ho messo su famiglia e sto costruendo qualcosa di meraviglioso!

Sto costruendo, perché so perfettamente che è qualcosa a cui contribuisco ogni giorno, ogni momento, anche grazie all’impegno che dedico nel cercare di lavorare al meglio.

Dal 9 marzo siamo “bloccati” da questo “nemico invisibile”. Perché il primo nemico è il COVID-19, ma i veri danni li stanno provocando i ritardi della Cassa integrazione e tutte le situzioni che ci stanno obbligando a fare sacrifici enormi.

Si sente parlare di tutte le attività e delle riaperture, ma le date per la nostra categoria quando arrivano?
La discriminazione è troppa ed è ingiustificata visto che siamo il Bancomat dello Stato…Per questo lo voglio gridare anche in rappresentanza dei mie colleghi: dobbiamo tornare a lavorare.

Prescrizioni…precauzioni…tutto quello che volete ma fateci lavorare!

Leggiero Alessandro”

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