A testa alta Damiano, imprenditore nel settore slot, racconta la sua sfiducia e si dice pronto ad abbandonare gli apparecchi da gioco nelle sue attività.

“E’ da circa 15 anni che sono nel settore del gioco, come titolare di sale slot nonché come commerciale di alcune aziende di terza raccolta. Sto valutando seriamente di abbandonare la presenza delle unità Comma 6A. Non mi piace esser trattato come un criminale, classificato al pari dei papponi o degli spacciatori di droghe. Avrò notevoli vantaggi, sconto su affitto, molta meno spesa di corrente, minor Irpef e sconti comunali su alcune tasse. Lo Stato percepisce da me circa 14000€ mensili di Preu. Dal prossimo mese non lo avrà più, preferisco investire in altro, ampliando la zona bar, ormai il residuo dell’aggio è del tutto irrisorio e le unità di gioco lasciano troppo malumore nei giocatori poiché non rendono vincite avvincenti. Valuterò le offerte on-line, molto più efficaci e gestibili. Sono stufo di esser trattato come un criminale organizzato. L’allontanamento delle unità di gioco dai luoghi sensibili nel Lazio è retroattivo, così prima del prossimo agosto dovrò cambiare tipo di vendite e riformare il tutto. Mi spiace se aumenteranno altre tasse o accise in altri settori, ma questo perbenismo sta costringendo in molti ad operare come me. Sono convinto che qualsiasi altro vizio, come tabacco, alcol, droghe, prostituzione nuoce molto di più del gioco lecito. Faccio ciò per protesta verso lo Stato italiano, blocco fiscale”.

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