A testa alta Raffaella, dipendente in sala slot, racconta la sua storia.

“Io sono Raffaella e da un anno e qualche mese sono dipendente di una sala slot in Lombardia. E ne vado fiera. Ho conosciuto persone con un cuore enorme. A partire dal mio titolare, che mi ha dato una possibilità di lavoro dove tanti me l’hanno negata. Sono laureata in ambito delle professioni sanitarie, i posti a disposizione nel pubblico sono sempre meno, i concorsi sempre più agguerriti e “pilotati”, per 1 solo posto ci sono più di 1000 domande, non parliamo del settore privato, dove appena sentono che c’è di mezzo un bambino piccolo per magia spariscono. Il mio titolare invece non ha fatto nessuna discriminazione e mi ha dato la possibilità di dare un futuro migliore a mio figlio, con un lavoro onesto, di guadagnarmi il mio stipendio e poter pagare i conti, mutuo, bollette e dare a mio figlio ciò di cui ha bisogno, è sempre pronto a venire incontro ai problemi di tutti i suoi dipendenti e siamo diventati una grande famiglia. Il mio titolare è una di quelle persone che arriva con il sorriso e invece di chiedere come va il lavoro ti chiede come va la tua vita, è una persona con un animo gentile e per lui non siamo solo dei numeri, come invece siamo per lo Stato, non fa parte di grandi catene internazionali e lui come noi sta soffrendo di tutta questa situazione. Se affonda lui affonda una grande famiglia. Non chiediamo molto, solo di poter lavorare anche noi, come tutte le altre categorie, di poter andare a guadagnare il nostro stipendio con onore e sentirci appagati a fine mese, senza il terrore di come fare a pagare tutto. Il nostro titolare non ha mai tardato un pagamento, anche i 10 minuti in più ci sono sempre stati riconosciuti, mentre ora lo Stato che tanto decanta la giustizia, non ha ancora fatto nulla per noi, io non ho visto 1€ di cassa integrazione, per dare a mio figlio ciò di cui ha bisogno, perché anche senza stipendio ha le sue necessità. Non chiediamo tanto, solo il nostro diritto a lavorare e guadagnare onestamente. Mi scuso se sono stata ripetitiva ma purtroppo alcune cose vanno sottolineate più volte, perché a noi non chiede niente nessuno, siamo schifati e denigrati. Ci rendono la vita impossibile, ci tassano a dismisura e ci rendono difficile stare a galla, io ringrazio il cielo di avere un titolare come il mio, non mi vergogno di fare questo lavoro, anzi… ne sono fiera e sono fiera di lavorare per una persona intelligente e compassionevole che c’è sempre nel momento del bisogno, non come lo Stato che nemmeno ci prende in considerazione. Spero che quanto prima tutto finirà, che il mio capo riesca a riprendersi e tornare ad essere una grande famiglia e risollevarci più forti di prima”.

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