A testa alta Massimo, lavoratore nel settore del gioco da diversi anni, ricorda quante persone sono impiegate nel comparto degli apparecchi da intrattenimento a vincita.

“Buon giorno mi chiamo Massimo, e sono di Milano, leggo molto le notizie che riguardano il vostro sito e avrei molte cose da dire. Io è dal lontano 2004 che lavoro nel settore del gioco, ho cominciato all’ippodromo di San Siro come sportellista e poi mi sono spostato in agenzia a lavorare, precisamente in due agenzie, già allora i contratti erano abbastanza particolari, il vecchio co.co.pro., poi un giorno l’azienda per cui lavoravo mi ha offerto un lavoro come responsabile, era il 2007, ne ho viste tante in questi anni.

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Ci hanno solo massacrato con leggi, tasse e con molta indifferenza, siamo la terza industria in Italia per fatturato, ma nessuno in questi tre mesi ha parlato di migliaia di dipendenti, non solo quelli che lavorano nelle sale. Ma purtroppo c’è molta ignoranza. Ho anche lavorato per un’azienda di slot, dico così perché a me è scaduto il contatto il 30 di aprile e probabilmente non verrà rinnovato, ma qualcuno sa quanta gente lavora dietro a una slot? C’è chi fa la scheda, c’è chi costruisce il mobile, c’è chi ripara la scheda, c’è il ragazzo che tutti i giorni ha clienti sparsi in vari locali dove controlla contatori, ritira soldi e carica il cambia monete. Ovviamente ci sono anche le persone che lavorano negli uffici, ufficio del personale, ufficio contabilità e perché no anche l’ufficio dei Monopoli. Ogni slot ha un numero di serie, va registrata e messa in rete, help desk e via discorrendo. Sono stufo, noi persone dimenticate da tutti”.

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