A testa alta per difendere l’impresa per cui lavori. Lo fa Luca, giovane tecnico che esprime riconoscenza e ammirazione per il suo datore di lavoro.

Mi chiamo Luca ed ho 33 anni. Opero praticamente da sempre nel settore del gioco con mansione di tecnico-manutentore di slot e videolottery.
Lavoro per un imprenditore di circa 37 anni che in soli 7 anni di attività è riuscito a creare una aienda che oggi dà lavoro a ben 13 persone.

Un imprenditore che ha alimentato le nostre ambizioni continuando ad investire fino a qualche mese fa nel settore con nuove aperture di “Sale dedicate” e “Agenzie di scommesse”.

Stiamo vivendo questo momento già particolare per tutti per via dell’emergenza Coronavirus con ulteriore angoscia e malessere. Dimenticati e e abbandonati da ogni forza politica che parla del nostro settore come un tumore sociale… eppure il nostro comparto garantisce allo Stato una delle principali fonti di entrate in termine di tasse.

Il nostro è un lavoro come un altro, fatto di sacrifici e professionalità, non vedo perché dobbiamo sentirci discriminati ed emarginati, sempre in tensione e sotto stress perché ci vietate di vedere futuro, la famosa luce in fondo al tunnel.

Sarebbe ora di metterci in condizione di continuare a fare il nostro lavoro ed essere considerati come parte di un settore lavorativo normale e soprattutto di riprendere quanto prima le attività. Siamo ovviamente pronti a farlo per ora con le dovute restrizioni e le precauzioni del caso.
Meritiamo considerazione e rispetto anche noi”.

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