A testa alta Raffaele, lavoratore in una piccola sala slot, racconta la sua storia.

“Salve sono Raffaele, da 3 anni lavoro in una piccola sala slot e vlt che da 4 anni è stata rilevata dalla mia compagna. Le nostre entrate quindi derivano solo da questa attività, in cui tra l’altro lavorano altri 2 dipendenti, abbiamo un mutuo da pagare di quasi 600 euro al mese (che tra l’altro la banca ancora non ci ha ufficialmente sospeso) e siamo indietro con diverse scadenze. Purtroppo la situazione già non era delle più rosee dopo l’introduzione dell’aumento della cosiddetta “tassa sulla fortuna” e dell’obbligo scellerato e senza senso della tessera sanitaria, ma ora dopo quasi 3 mesi di chiusura e senza un piano vero di sostegno non sappiamo se riusciremo a riaprire.

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Ormai chiunque vada al governo ha inspiegabilmente vergogna di parlare di noi (o meglio parla solo per definirci ladri, sfruttatori, approfittatori ecc.), invece di affrontare in modo serio e magari di riformare il settore seguendo ciò che hanno fatto altri paesi, dove le slot sono un sistema di gioco presente da decenni e non ci sono guerre in atto tra governo e imprenditori del settore.

Sinceramente mi è venuto da pensare, sentendo dichiarazioni vergognose di alcuni esponenti politici, che si stia approfittanto di questa pandemia per far sì che molte attività del settore non aprano più, perché è chiaro che se si va avanti così sopratutto le attività più piccole e deboli non ce la faranno, dovremmo unirci tutti e andare a Roma! Sperando in tempi migliori vi saluto sempre #atestaalta”.

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