A testa alta Miriam, dipendente in una sala slot, racconta la sua storia.

“Sono Miriam e da 3 anni lavoro in una sala slot. Ho tante cose da dire, ma voglio iniziare a precisare allo Stato italiano che esistiamo anche noi. Non siamo inutili come pensate. Milioni e milioni di euro li prendete da noi e siamo ugualmente giudicati di rovinare la gente. Vi spiego perchè vi sbagliate. Il mio titolare non è solamente chi mi da lo stipendio, è anche un amico che cerca sempre di venirci incontro e lavorare con serenità. Possiamo dire di essere fortunati. Fortunati di entrare al lavoro sempre con il sorriso perchè so che ogni giorno non ci si annoia mai. Non è come credete, il cliente che entra a giocare non è abbandonato, anzi… Ormai siamo una grande famiglia, colleghi, clienti, li rispettiamo tutti allo stesso modo, siamo anche amici per loro, con noi passano il loro tempo, non é solo questione di gioco ma anche di spezzare la spina dalla vita normale in relax e in compagnia con una chiaccherata. Per tanti di loro siamo punti di riferimento e ritornano perchè noi li trattiamo con tutto il rispetto che merita un essere umano! Quindi basta essere esclusi, noi non roviniamo nessuno, lavoriamo con dignità cercando di essere sempre positivi e voi facendo così ci state togliendo non solo a me, ma anche al titolare e ai miei colleghi la dignità di arrivare a fine mese. Le spese le volete pagate ugualmente quindi meritiamo anche noi di riaprire, di riniziare piu forti di prima. Abbiamo tutti famiglia. I nostri figli devono mangiare e abbiamo tutto il diritto di lavorare, ovviamente con tutte le giuste precauzioni. Amo il mio lavoro e sono fiera di appartenere a una grande azienda che gestisce tutto e non ci ha mai fatto mancare nulla! Quindi per il rispetto che meritiamo pretendiamo di essere classificati come ogni posto di lavoro che vale! Siamo forti e ne usciremo più grandi di prima!”.

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