A testa alta per raccontare un lavoro che è anche storia della propria famiglia. Che vuol dire ricordi, passione e esperienza che passa di padre in figlio. Per questo risulta difficile accettare la leggerezza e la superficialità di chi crede di poterti giudicare. La storia di Salvatore.

“Mi chiamo Salvatore e sono figlio di un noleggiatore di apparecchi da intrattenimento della Calabria. Le ultime dichiarazioni da parte di esponenti della politica mi obbligano a fare dei chiarimenti.

Il settore dell’intrattenimento nei luoghi pubblici, nasce sotto forma di videogiochi, carambole, juke box e via dicendo. Io sono nato nel 1990 e visto che mio padre che aveva anche una sala giochi, si può dire, a livello metaforico, che io sia nato dentro un cabinato, ovvero il mobile dei videogiochi.

Ma gli anni passano, le esigenze cambiano, la tecnologia va avanti e quindi l’intrattenimento nei locali pubblici è stato dirottato verso le slot, e chi aveva dedicato più della metà della propria vita lavorativa in questo settore, si è dovuto adeguare.

Il capo politico dei Cinque Stelle Vito Crimi, purtroppo, non ricorda che il suo partito politico fece qualche anno fa la proposta di aumentare il Prelievo Erariale al 35-38% sulla raccolta delle slot, che, considerando una percentuale di pagamento di vincite fissata al 75% (erano in via di definizione quelle al 70%) voleva dire un calcolo complessivo di costo di mantenimento della slot che oscillava tra il 105 ed il 113%.

Follia pura che per fortuna venne subito rigettata all’epoca, ma oggi sentirsi dire che il gioco d’azzardo arricchisce spropositatamente gli operanti di settore, mi ricorda quel tipo di calcolo che fecero anni fa. E la cosa non mi stupisce.

Probabilmente al capogruppo Crimi mancano delle nozioni essenziali a livello di calcolo nel settore del gioco legale, che magari per interesse comune bisogna ripetere in maniera spicciola e comprensibile da chiunque:

Poniamo l’esempio di una slot recente con un motore di pagamento al 65% sul ciclo di partite: io noleggiatore acquisto questa slot, la metto a lavorare consapevole che proporzionalmente su 100€ la macchina pagherà 65€.

Ora arriva la nota dolente: viene calcolata ad oggi una tassa sull’introdotto (attenzione: non su quanto effettivamente c’è nel cassetto “entrate meno uscite”) del 23,85% al quale vanno aggiunti lo 0,8% di canone AAMS ed un costo per il gestore di rete (dato variabile), quindi per semplificare al meglio al calcolo facciamo un forfettario complessivo del 25%, ma visto che la macchina deve pagare il 65% a fine ciclo di partite può succedere che al momento dell’incasso le uscite superino le entrate, costringendo il noleggiatore a pagare lo stesso le tasse sull’introdotto ed anticipando anche eventuali soldi di qualche vincita, perché i calcoli vengono fatti a prescindere. E se non viene pagato il RID bancario il gestore di rete, ovvero il Concessionario, blocca le slot.

Quindi, se tutto va bene, la slot incassa 100€, ne paga 65 e 25 sono incassati dallo Stato: rimangono 10€, che nella migliore delle ipotesi verranno suddivisi al 50% con il gestore del locale. In pratica, proporzionalmente ogni 100€ che incassa una slot il noleggiatore guadagna 5€, che verranno utilizzati per la gestione dell’impresa, al pagamento della slot dal fornitore, al pagamento di mezzo di trasporto autonomi ed ai dipendenti. Capirà anche il capogruppo Crimi che rimane ben poco, considerando che i noleggiatori sono i primi che ogni giorno devono sperare che ci siano soldi nel cassetto per pagare almeno le tasse, visto che il calcolo che viene fatto è di per sé una roulette russa.

Il noleggiatore, come ogni operante del settore, si trova in questa situazione ma finché c’è la dignità del lavoro, si passa oltre. Il problema subentra quando un esponente politico arriva a dire che “il settore guadagna troppo”. Il settore? Siamo sicuri?

È una legge della vita che “finché esiste l’uomo, esiste il vizio”, e gli operanti del settore non fanno altro che fornire questo tipo d’intrattenimento, a testa alta e con dignità, dignità che è stata calpestata dall’assenza di tatto e penso anche di conoscenza approfondita del settore da parte del capogruppo Crimi.

Per quanto qualcuno possa trovare di cattivo gusto la metafora, è come se qualcuno si lamentasse del fatto che un’impresa di pompe funebri guadagni sulle disgrazie delle persone. Tutto ciò non sarebbe giusto nei confronti di chi opera in quel settore e difatti nessuno si azzarda a dire qualcosa, però sembra che tutti siano esperti di gioco d’azzardo, ludopatia e annessi, ma senza mettersi una mano sulla coscienza, cosa che un capogruppo di un partito politico attualmente al governo potrebbe, e dovrebbe, fare”.

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma- Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome