A testa alta Mariano, ex gestore apparecchi e preposto di sala scommesse, racconta la sua storia.

“Sono Mariano, un ex gestore apparecchi ed ex preposto di sala scommesse, ippica e sport. Premetto che oggi non svolgo più questa attività, anzi sono 4 anni che non lavoro. Il vero problema di questo settore è l’atteggiamento negativo dato alla dignità di chi vi opera, ma soprattutto una gestione cieca da parte dello Stato, della politica e soprattutto degli addetti ai lavori (concessionari, produttori, gestori ed esercenti), primi veri colpevoli. Siamo riusciti a mettere il gioco ovunque e comunque, dai fruttivendoli alle poste passando per il giornalaio, abbiamo messo il gioco ovunque trovavamo da chiudere un contratto, abbiamo messo 8 slot nei locali, avevamo 415.000 slot, non so quanti punti vendita di gratta e vinci, senza parlare di Superenalotto, Lotto e tutti i vari giochi. Oggi ci lamentiamo perché ci trattano male, ma non vendiamo caramelle. Eravamo operativi h24 per 364 giorni, ogni anno senza un minimo di etica, senza un serio orario di lavoro con regole certe valide per tutti, tutti liberi di fare quello che meglio gli pareva, poi sono arrivate le regole cervellotiche come la riduzione degli apparecchi e tutte le balle varie, ma da quanti anni state aspettando il riordino del comparto? Bene il riordino del comparto lo farà questa pandemia a scapito di tutti quelli che non riusciranno a rifinanziarsi ed a rimanere in piedi. Quanti si sentiranno dire la sua attività non è più finanziabile perché abbiamo un codice etico? Eravamo già non finanziabili nel 2016, da parte del maggior numero degli istituti di credito del nostro paese, figurati oggi. Quante balle vogliamo raccontarci ancora? Da maggio 2004 ne sono passati di anni, tanta acqua sotto i ponti. Spero che tanti bravi ex colleghi non ne escano con troppe ossa rotte, perché oggi anche lavorare in questo settore è un azzardo o per meglio dire una scommessa”.

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