A testa alta Alessandro, dipendente in una sala slot a Nova Milanese (MB), racconta la sua storia.

“Sono Alessandro, ho 44 anni, sono sposato e ho una figlia piccola. Vi scrivo perché sto leggendo gli articoli di alcuni colleghi che trovo molto belli. Lavoro in una sala slot a Nova Milanese (MB), annessa a questa vi è anche una sala bingo ed abbiamo un servizio accessorio alla clientela di tabacchi, ricevitoria e bar. Mi associo a quanto scritto da Elsa perché anche per me è stato difficile inizialmente comprendere i funzionamenti di una sala slot. Ho lavorato per 20 anni in cooperative in qualità di educatore professionale ma due anni fa mi sono trovato costretto a cercare un lavoro meglio retribuito. Nel settore del gioco ho incontrato colleghi molto in gamba, professionali, solari, appassionati del proprio lavoro che mi hanno trasmesso questo fondamentale senso di appartenenza al valore del lavoro di squadra. Pur nella piena consapevolezza del rischio di dipendenza che può causare il gioco mi trovo a confermare che il nostro è un settore pulito. Le regole vengono rispettate pedissequamente e i controlli avvengono regolarmente. Tutti noi dipendenti siamo impegnati costantemente nella gestione attenta alla clientela che non cerca solo gioco ma anche una conoscenza cordiale degli operatori in un ambiente sicuro. La pulizia della sala è affidata anche a noi operatori oltre che ad una società esterna. Tutto questo per raccontare che ho svolto per 20 anni un lavoro eticamente e moralmente più nobile, quello di sostegno alle fragilità delle persone. Ora invece lavoro (e spero di tornare presto a lavorare) in un settore che troppo spesso viene mal considerato ma che in realtà offre dei servizi molto ricercati da svariate fasce sociali e culturali, trasversali a qualsiasi genere ed età. La chiusura prolungata di questo settore spinge inevitabilmente all’illegalità del gioco con il rischio per tutti i giocatori onesti di allontanarsi definitamente dalla legalità. Per questo non vogliamo e non possiamo essere considerati lavoratori di una categoria minore”.

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