A testa alta e a voce alta. Giuseppe è titolare di una sala scommesse a Crotone ed è stanco di sentire dire da qualcuno che dovrebbe vergognarsi di fare questo lavoro. Per dovere di cronaca abbiamo dato voce spesso a chi ha denigrato, colpito e umiliato i lavoratori del gioco legale. Oggi è arrivato il momento di dare spazio ai tanti Giuseppe che chiedono di essere ascoltati.

“Nessuna vergogna. Mi chiamo Zungri Giuseppe, titolare di una sala scommesse Planetwin 365 a Crotone.

E urlo: no!

No, non mi vergogno di fare il mio lavoro. In tanti, dagli esponenti dei tanti movimenti o gruppi politici, alle persone comuni, ci sentiamo urlare contro cose vergognose. Frasi e espressioni che sui social ormai non si contano più, dalla più tranquilla (ma senza pensare alle conseguenze) “devono chiudere” alla più aggressiva “devono crepare”.

Ma io di cosa mi dovrei vergognare? Forse di far divertire la gente con 2 o 5 euro, mentre segue le partite di calcio? Di far nascere e cementare amicizie intorno ad una chiacchiera o una passione sportiva, di ritrovare un vecchio amico?

Perché questo succede nella mia sala. Nella mia sala (e non si può spiegare con quanto orgoglio scrivo MIA) si festeggiano le domeniche, ci si scambiano gli auguri di Pasqua, a Natale e a Capodanno. Nella mia sala si socializza e ci si sente parte di una comunità.
Se devo vergognarmi di aver contribuito a consolidare il senso di comunità, di aver dato una occasione in più per scambiare una parola tra amici o semplicemente un saluto tra conoscenti, allora sono felice di vergognarmi.
È il mio lavoro e ne vado fiero.
Vogliamo solo ripartire, siamo pronti e attrezzati per le nuove disposizioni in materia di sicurezza e distanziamento.
Per chi mi vuole silente e rassegnato rispondo “urlando” che siamo stanchi di essere etichettati per quello che non siamo.

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