A testa alta Vito, imprenditore nel settore del gioco, scrive al senatore Crimi (M5S).

“Egregio Crimi, scusi ma di solito io inizio con signor, ma direi una cosa non vera, e a differenza vostra non sono capace di dire le cose non vere. Chi vi scrive è un imprenditore di Bari di noleggio con 7 dipendenti di cui 5 sessantenni, voi 5 Stelle con le vostre battaglie contro i mulini a vento, vedi Tav, Ilva ecc. dopo tanti passi indietro vi accanite con il gioco definito da voi d’azzardo. Le chiedo e vi chiedo ma chi beve un bicchiere di vino è alcolizzato? Chi fuma 5 sigarette al giorno è drogato? In tutto c’è l’eccesso ed è giusto controllarlo ma non per questo bisogna vietare alcolici e fumo. Egregio Crimi io la posso capire, voi siete contro i lavoratori e a favore dei nulla facenti, però poi per finanziare tali persone utilizzate i giochi, sappia che con le vostre battaglie fumose create danni. Le chiedo, se chiudo i miei 5 operai sessantenni cosa dovranno fare? Non mi dica che li dovete convertire, ci sono ancora tutti i tutor e tutte le persone che prendono il reddito di cittadinanza da convertire. Lei e i suoi fatevi un bagno di umiltà, lasciate le battaglie inutili, iniziate a fare arrosto, di fumo e danni ne avete già fatti tanti”.

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