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A testa alta Pierangelo, trasportatore di macchine da intrattenimento, racconta la sua storia.

“Mi chiamo Pierangelo, sono di Lucca, faccio il trasportatore di macchine da intrattenimento. Posso solo ringraziare la ditta dove lavoro per l’anticipo della cassa integrazione, se dovevo aspettare lo Stato non so come sarei finito. Ci sono famiglie come la mia che vivono grazie a lavori meno conosciuti, ma non siamo riconosciuti come il resto dei lavoratori, viviamo nell’ombra come carnefici. Io sono fiero del mio lavoro, i miei colleghi passano giornate anche festive sul posto di lavoro sacrificando la famiglia, ma come si dice da noi ‘il lavoro è lavoro’ e siamo una categoria silenziosa. Non possiamo gridare i nostri diritti perchè l’opinione pubblica non ci può vedere né sentire, siamo visti come criminali, ma guarda caso è gioco legale. Se non ripartiremo il gioco sarà illegale, finirà in mano a personaggi tutt’altro che legali, direi professionisti del crimine. Fateci lavorare, abbiamo bisogno anche noi del pane sulla tavola”.

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