A testa alta Lara, dipendente in sala slot, racconta la sua storia.

“Sono Lara e sono una dipendente di una sala slot. Volevo dire anche io la mia. Sono una madre e una compagna e come tutti ogni mese ci facciamo in quattro per mandare avanti la famiglia, facendo molti sacrifici. Per noi lavoratori di sale bingo/slot e gioco in genere un giorno vale l’altro, dedichiamo la maggior parte dei weekend e dei giorni festivi a questo lavoro! E lo facciamo con passione e dignità. A testa alta! Io amo il mio lavoro e ci metto il massimo dell’impegno e da quando ci è stato ordinato di chiudere l’8 marzo, sono qui che spero di ritornare al lavoro il prima possibile, per me per la mia famiglia che devo mantenere, per i miei colleghi e per tutti quegli imprenditori che hanno sacrificato tutto per aprire queste attività. Vogliamo riprendere come tutti gli altri, ne abbiamo il diritto e il bisogno assoluto. Se questo settore lo considerate un modo disonesto per fare soldi sulle debolezze degli altri, possiamo dire che anche i bar/discoteche/pub etc. offrono servizio a milioni di persone affette da alcolismo, una debolezza da sempre conosciuta che porta piu di 30mila persone a morire in Italia. Vogliamo poi parlare dei tabaccai? Non sto qui a puntare il dito su nessuno, tutti abbiamo il diritto di lavorare, ma essere trattati come criminali e nullità non è corretto. Siamo tutti alla pari. Tutti abbiamo il bisogno urgente di portare il pane a casa, di pagarci l’affitto o il mutuo e di crescere i nostri figli lavorando, perchè è un lavoro onesto come tanti altri, perchè abbiamo pagato le tasse e pagheremo le tasse come tanti altri. È una vergogna che si sia arrivato a tanto. Spero con tutto il cuore che vi mettiate la mano sulla coscienza per quello che oggi vi fa esultare”.

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