A testa alta Giuseppe, lavoratore nel settore giochi, polemizza contro l’ipocrisia che la politica esprime parlando del comparto.

“Anche stamattina proverò a lanciare un piccolo sassolino contro l’ipocrisia e contro la narrazione distorta che viene fatta contro il mondo del gioco. Con i numeri relativi alla spesa dei giocatori (perdite) proverò a dimostrare quanto in Italia sia pretestuoso e solo propagandistico l’attacco alle attività dedicate al gioco lecito fisico (land based). Ieri un amico mi ha fatto notare (giustamente) che da un mio ragionamento avevo tenuto fuori i tabaccai. Ed allora oggi farò un piccolo confronto tra la spesa (perdite) dei giocatori dentro le tabaccherie e dentro le sale bingo. Per far questo terrò fuori i numeri relativi alle Newslot (AWP) ed ai gratta e vinci (lotterie istantanee) che sono prodotti di gioco che sono presenti sia nelle sale Bingo che presso i tabaccai. Ritengo opportuno precisare che i dati dell’ADM sono relativi all’anno 2016 su una popolazione maggiorenne pari a 50.657.518. Tenetevi forte, la spesa complessiva dentro le tabaccherie per il gioco del lotto ed i giochi numerici a totalizzatore è stata pari a 3.799 milioni di euro (lotto 3.068, gnt 731); la spesa complessiva dentro le sale bingo (e sale dedicate vlt) è stata di 3.249 milioni di euro (bingo 483, vlt 2.766). In questi giorni emergenziali però non mi pare di aver letto o sentito dichiarazioni contro i tabaccai e le tabaccherie. Anzi le tabaccherie sono state considerate attività essenziali (chi avrebbe potuto frenare le smanie di 11.000.000 di tabagisti…)! Quanto sopra è un ulteriore tentativo di avere un confronto con le istituzioni, col governo, basato su analisi serie basate sui numeri e non sul sentito dire o su grotteschi racconti”.

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