A testa alta Paolo, lavoratore del comparto gioco legale italiano, risponde agli attacchi ingiusti ricevuti dal settore da parte di alcuni esponenti politici.

“Chi vi scrive è un operaio del tanto bistrattato e demonizzato comparto del gioco legale italiano che comprende scommesse sportive, sale bingo, AWP, VLT, ecc. Più che una lettera, è uno sfogo personale in seguito ai vili attacchi, senza possibilità di contraddittorio, subiti negli ultimi giorni da esponenti politici di opposte fazioni che a quanto pare sembra abbiano trovato il loro trait d’union nell’accanimento contro il nostro settore. La loro battaglia è una mancanza di rispetto sia dal punto personale, nei confronti degli imprenditori del settore che pagano, come e forse anche più di altri, le dovute tasse; sia nei confronti dei 150.000 dipendenti dell’intera filiera che si sentono considerati lavoratori di serie B. Questi attacchi sono però anche una mancanza di rispetto nei confronti dell’intero comparto che è bene ricordare rappresenta la terza voce tra le entrate dello Stato con un gettito erariale pari a 10 miliardi annui e che ogni qualvolta c’è di mezzo una manovra finanziaria è il primo, nonché uno dei pochi settori, ad essere spremuto (basti pensare che dal 2012 ad oggi il PREU è passato dall’11,80% al 24%). La parola che mi ritorna in mente ogni volta che sento determinate uscite, è ipocrisia.

Nello specifico le recenti dichiarazioni in merito del senatore Salvini (Lega) prima e del suo collega Crimi (M5S) poi ne sono l’emblema. Entrambi professano la lotta alla ludopatia come scopo di vita eppure quando si è trattato di abbassare il payout (percentuale di vincita che ritorna al giocatore) non hanno avuto esitazioni e così facendo non hanno di certo dato una mano a sconfiggere la dipendenza; oppure quando i loro uomini giravano per le sale in cerca di voti promettendo lealtà al settore, all’epoca non eravamo un mostro da sbattere in prima pagina. Entrambi auspicano un ritardo delle aperture (Crimi addirittura si augura che non riaprano più) perché, parole loro, ne va della salute dei cittadini. Ed ecco che ritorna prepotente la parola ipocrisia, perché se veramente si ha a cuore la salute dei cittadini si blocca tutto il gioco e non solo le c.d. slot machine. Con una mano si festeggia per aver rinviato l’apertura delle sale, con l’altra si permette di giocare al Lotto, Superenalotto, 10eLotto e Gratta e Vinci che per i pochi che non lo sapessero sono giochi che possono diventare pericolosi tanto quanto, se non di più, delle AWP e delle VLT. Quanto appena detto vale anche per la questione distanziometro (da più parti ormai considerato strumento inutile) che colpisce sempre il nostro settore ma casualmente permette ai giochi sopracitati di continuare la raccolta gioco anche se la rivendita tabacchi si trovi di fronte ad un istituto scolastico.

Se si ha a cuore realmente la salute dei cittadini allora è arrivata l’ora che qualcuno prenda di petto la situazione e con coraggio decida di chiudere definitivamente il gioco legale in Italia, ma se lo si fa si deve avere il coraggio di chiuderlo tutto senza fare figli e figliastri. Che si spengano tutte le slot, che vengano bruciati tutti i Gratta e Vinci, che si distruggano i monitor di Lotto e Superenalotto. Una volta fatto ciò, si dovrà anche trovare un’altra gallina dalle uova d’oro che ti elargisca 10 miliardi di euro annui, ma questo lo vedo un pò più irrealizzabile. Mettiamo il caso però, utopisticamente parlando, si riesca a trovarla, e quindi si è riusciti a sconfiggere l’ottava dipendenza in Italia (eh si! Il gioco ahiloro è l’ottava dipendenza), come la mettiamo con le altre 7? Alcol e tabacco non rappresentano una minaccia alla salute dei cittadini? E allora si intraprenderà una campagna proibizionistica chiudendo bar e tabacchi, cosi ci ritroveremo catapultati in un attimo indietro di un secolo nella Chicago anni ’20. Poi già che ci siamo, che fai non ti metti a combattere il problema dell’obesità? E allora giù di chiusure per fast food e trattorie. Solo dopo aver combattuto allo stesso modo tutte le piaghe che ci attanagliano si potrà dire di avere a cuore la salute dei cittadini, finché però se ne combatte solo una o addirittura una parte di essa e per lo più per obiettivi propagandistici, solo una parola vi rappresenterà, ipocrisia”.

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