A testa alta Antonio, tecnico slot, racconta la sua storia.

“Da più parti sento e vedo la diffidenza ed alcune volte lo stupore verso questo tipo di lavoro, io faccio semplicemente il tecnico delle cosiddette slot macchine e sono dipendente di un concessionario, sono a casa da quasi tre mesi e comunque a differenza di Valentina della sala Bingo di Ragusa, prendo puntualmente il fis (grazie alla mia azienda); parlo per esperienze lavorative personali, essendo io un tecnico informatico diplomato moltissimi anni fa, il lavoro che svolgo e che devo nascondere ad alcuni, mi fa onore e come tanti lo faccio con professionalità e dedizione, senza guardare cosa gira attorno, ci pensano sicuramente le parti in causa a consigliare i giocatori più accaniti. Molte volte ho pensato di cambiare lavoro (tra l’altro anni fa facevo riparazioni e configurazioni di PC e stampanti in rete, e non solo) ma la richiesta era sempre quella, sei troppo vecchio, l’unica ditta/azienda che ha creduto in me all’età di 51 anni, assumendomi e portandomi dentro tra di loro, è il concessionario dove sono adesso; devo dire che nell’ambiente delle sale bingo e sale scommesse, in tutta Italia (per motivi di lavoro le ho girate dalla Lombardia alla Campania e tutto il sud) ci lavorano persone oneste ed educatissime che ci agevolano nel nostro lavoro ed inoltre i giocatori sono molto composti e fanno la loro parte, senza impedirci di fare il nostro lavoro; dopo essermi dilungato vi chiedo innanzitutto basta all’equazione, sale bingo/scommesse/slot/vlt = delinquenti, noi facciamo un lavoro onesto e come dice Valentina da Ragusa abbiamo bisogno di tornare a lavoro, aspetteremo il nostro turno, ma sappiate che esistiamo anche noi, giustamente basta vedere quanto sborsiamo all’erario (parlo del gioco in sé)”.

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