A testa alta e a gran voce vi posso dire che non sarà la proroga di chiusura né la chiusura definitiva dei punti gioco a risolvere i problemi del popolo, anzi, sarà allora ed in quel caso che cresceranno i problemi perché lascereste a casa migliaia di persone.

“Sono Cristina,

ho 26 anni e lavoro ormai da due anni in una sala slot dell’Abruzzo.

Lavoro per una grande azienda che, da anni, è un colosso del gaming, ma nonostante questa “sicurezza”, la situazione che stiamo vivendo, non mi fa sentire più serena di altri lavoratori del mio stesso settore che vivono, magari, in realtà più piccole.

In questi giorni, in queste settimane di obbligata quarantena, sto leggendo di politici, cittadini che lottano per non farci riaprire o per far ritardare la riapertura delle nostre sale il più possibile.

Non posso che provare pura ansia e puro sdegno.

Io, come tantissime altre persone, svolgo un lavoro che non tutti accettano ma soprattutto comprendono.

Sì, perché il problema è proprio questo, il nostro lavoro pochi lo comprendono: si pensa esclusivamente alla raccolta di soldi all’interno di slot e videolottery, come se noi lavoratori, addetti sala, non esistessimo.

Se così fosse, tutti noi potremmo tranquillamente passare le feste, le domeniche a casa, in famiglia, perché le sale sarebbero solo come dei grandi distributori automatici che vanno avanti da soli.

Ma non è così.

Io, come tutti gli altri lavoratori di questo settore, lavoro a Natale, Capodanno, Pasqua, lavoro spesso di notte.

Per noi le feste non esistono, il riposo non è regolare, dormiamo di giorno e siamo attivi la notte.

Ma sapete cosa penso? Io sono fiera di passare le feste, le domeniche e le notti lavorando, perché è in quei momenti che si incontrarono le persone che hanno più bisogno di noi, fragili e sole, alla ricerca di qualcuno che faccia loro compagnia, pur stando seduti, soli, davanti ad una macchina che proietta suoni e luci.

Loro sanno che noi siamo lì, pronti con un cappuccino ed un cornetto caldo accompagnati sempre da qualche battuta che faccia tornare il sorriso e li faccia sentire meno soli.

Ho sempre pensato che il mio lavoro non fosse semplicemente il pagamento di un ticket, la gestione del bar, la risoluzione di problemi tecnici o la pulizia costante di tutti gli spazi, ma anche una grande capacità di ascolto. È vero, molti nostri ospiti (si, Ospiti, perchè tali sono, non semplici clienti), vengono da noi, nelle nostre sale, non solo per farsi una partita staccando dal mondo esterno, ma anche per essere ascoltati, hanno bisogno di un sorriso sincero, di una parola di conforto. Diventiamo confidenti, punti di riferimento.

Anche noi lavoratori di questo settore abbiamo i nostri problemi, ma quando entriamo in sala i nostri pensieri rimangono fuori, ci sono solo i nostri Ospiti che vengono costantemente coccolati, seguiti, serviti, ascoltati con il massimo delle attenzioni.

Il loro benessere è il nostro primo pensiero ed obiettivo.

Qualcuno ha dubbi a riguardo? Chieda, guardi, frequenti questi ambienti anche solo per curiosità, anche solo per pochi minuti e potrà capire che gran lavoro facciamo noi: far sorridere i nostri ospiti è il nostro impegno più grande.

Non sopporto il fatto che il mio lavoro ed il mio impegno vengano declassati e giudicati. Non ho diritto anche io a guadagnare qualcosa? Non ho diritto anche io a svolgere un lavoro assolutamente legale? Non ho diritto anche io ad andare a dormire serena, senza il pensiero che qualcuno, l’indomani mattina, si svegli e punti i piedi per farmi perdere il lavoro perché “siamo una realtà che fa ammalare le persone”?

Il settore del gioco ha da sempre ricevuto attacchi per la “ludopatia”, han sempre fatto e detto di tutto per additarci come carnefici, ma allo stesso modo non lo sono anche i bar con gli alcolici, le tabaccherie con le sigarette, i ristoranti con il cibo? Tutto può diventare una malattia, una dipendenza, e allora cosa facciamo? Chiudiamo tutto per evitare che le persone si ammalino? No, chiudiamo e accaniamoci solo con i punti di gioco e tutti i problemi del mondo si risolveranno. Che mentalità bigotta.

Io sono FIERA di lavorare in questo settore che mi garantisce uno stipendio mensile regolare, la creazione di un mio futuro e mi permette di andare al lavoro con il sorriso, perché io amo questo lavoro, così come amo tutti i miei ospiti che sono ormai diventati una grande famiglia per me.

A testa alta e a gran voce vi posso dire che non sarà la proroga di chiusura né la chiusura definitiva dei punti gioco a risolvere i problemi del popolo, anzi, sarà allora ed in quel caso che cresceranno i problemi perché lascereste a casa migliaia di persone.

Siamo persone come voi, non siamo assassini né strozzini, non trattateci come tali.

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