Nel Comune di Sacile, in provincia di Pordenone, il 7 luglio 2020 (a neanche un mese dalle riaperture dei punti scommesse) l’Amministrazione ha emanato ordinanza sulla limitazione degli orari per la raccolta dei giochi, una decisione presa all’unanimità dalle forze politiche in Consiglio comunale.

Anna, per anni ricevitrice e oggi pensionata, esprime un suo commento all’ordinanza:

«L’ipocrisia degli orari alle slot, per farsi pelle sulla pelle di chi lavora. Premesso che è lungi da me il fatto di difendere le “macchinette mangiasoldi”, così come il consumo di alcol o di tabacco, o ancora il gioco istantaneo dei Gratta e vinci o di altre lotterie.

Premesso questo, non posso tacere su l’ennesima violazione dell’interesse privato a proseguire un’attività economica legale così come era stata autorizzata dallo Stato soprattutto in un momento come questo.

Una violazione del diritto privato attuata giocando, come è ormai abitudine in questo periodo, la carta della tutela della salute pubblica. Parlo di un settore, quello dei giochi o del commercio, che conosco bene, visto che per oltre 50 anni ho avuto attività in città.

Non posso dire altrettanto di chi pensa a provvedimenti, come quello adottato con voto all’unanimità dal Comune di Sacile sugli orari di chiusura delle slot.

Ora sono in pensione, ho 78 anni, e potrei starmene zitta. Lo avrei fatto. Ma non posso tacere i fronte ai “manifesti”, l’autocompiacimento di esponenti dell’Amministrazione su un provvedimento ipocrita adottato, tra l’altro, nel momento meno opportuno per le imprese, che faticano a risollevarsi dal lockdown.

Ecco, sì: non si poteva scegliere momento peggiore per copiare qualcosa fatto ormai da tutti i comuni vicini e dal vicino Veneto.

Mettiamo in chiaro una cosa: i proprietari delle slot machine non sono i commercianti, ma le grandi società che si prendono la fetta più grande della percentuale, ben pochi spiccioli vengono lasciati a chi ospita gli apparecchi nel proprio locale.

Il 65% viene restituito in premi, poi la fetta più grossa va ovviamente allo Stato (22% circa). Stato che fino a pochi anni fa, quando ancora ero titolare di un’attività, vietava di chiudere gli apparecchi, con controlli e multe dei Monopoli qualora questo avvenisse.

Messo in chiaro questo, va detto che il regolamento sugli orari così come è stato “copiato” favorisce ancora una volta i grandi. E mi spiego. Alle sale VLT, dove avvengono veramente le grosse perdite, perché con il miraggio di vincere grandi jackpot si è portati a puntare somme sempre più grandi, vengono dati orari estesi fino alla mezzanotte, con 10 ore di attività. Ai piccoli, bar, negozi, tabacchini dove ci sono le macchinette che offrono piccole vincite in denaro, 7 ore con la chiusura alle 19.

Ma secondo voi è più probabile che il malato di ludopatia (dipendenza che è al settimo posto tra le principali dipendenze in Italia, ma stranamente prima per attenzione mediatica) vada a rovinarsi nel negozio in centro, sotto gli occhi di tutti dove tutti lo vedono entrare, o nelle grandi sale in periferia, bardate da vetrofanie e barriere dove ci si aliena al buio in un luogo fuori dal mondo?

E non apro il capitolo del gioco online, accessibile praticamente a tutti a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Ricordiamo infine una cosa: questo settore legale, super-controllato e con mille regole e supertassato, è stato il salvagente nei periodi di crisi di piccoli bare attività che erano in difficoltà.

È moralmente da condannare? Forse. Ma si tratta, ripeto, di un’attività legale autorizzata dallo Stato.

Interveniamo alla fonte: lì a Roma, sullo Stato, non togliendo quell’ossigeno per i piccoli, che con quei soldi riuscivano magari a pagare un dipendete che ora dovranno licenziare.

Infine dalla mia esperienza dietro il banco nel settore giochi posso dire di aver visto persone farsi prendere in maniera compulsiva da ogni tipo di gioco: dal Lotto, al Totocalcio, ai Gratta e vinci, persino dal vecchio Totip, un concorso a premi che si basava sui cavalli. Il Totip non c’è più, ma altri giochi sì, mettiamo limitazioni a tutto, quindi?

Ah un’ultima cosa. Ora ovviamente mi aspetto la limitazione di orari anche per la vendita di alcolici visto che come dice lo stesso assessore che ha studiato il fenomeno dipendenze nell’area Sacilese “i danni da dipendenza da gioco non sono meno gravi di quelli causati dall’alcol”. E lo vediamo tutti cosa c’è in centro nei fine settimana. Ragazzi che si divertono bevendo».