A Testa Alta Alex, Awp Manager, effettua una riflessione sulla discriminazione perpetrata nei confronti di alcune attività, tra cui quelle del gioco pubblico.

“La crisi economica sta uccidendo buona parte del tessuto economico di quelle piccole/medie imprese che da sempre rappresentano l’ossatura della nazione. Ma in realtà solo di alcune. Alcuni settori hanno beneficiato di questa pandemia, altri, a fatica, continuano a lavorare, altri ancora completamente fermi. Nel cospetto di questa situazione, ingiusta e ghettizzante, a questo punto anche l’aspetto psicologico diventa fondamentale. Il gioco legale e altri settori sono fermi da ormai un anno. Il peso di osservare inerme chi lavora mentre tu non lo puoi fare sta diventando insopportabile. Vedere supermercati pieni, piazze e corsi di città prese d’assalto, tifosi in festa fuori dagli stadi, tutto lecito, ma non per noi. Noi non possiamo. Accendere 1 slot machine in una tabaccheria crea assembramento. Un cinema aperto col 20% di capacità crea assembramento. Una palestra contingentata crea assembramento. Lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. La rabbia cresce, il sorriso è ormai perso da tempo. In casa non ci si parla più. Si dorme poco, la serenità è un ricordo lontano. Siamo stanchi. “Whatever it takes”? Bene, allora aprire tutto in sicurezza”.