Toto agli elettori
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(Jamma) – «Da un po’ di tempo gira un messaggio WhatsApp – scrive Patrizio Perla, Consigliere SAPAR – che ci racconta che Paese meraviglioso ci troveremo dal 5 marzo in poi, dopo che tutte le promesse elettorali saranno mantenute, guarderemo la tv senza pagare il canone (Renzi), useremo la macchina senza pagare il bollo (Berlusconi), l’Università sarà gratuita (Grasso), ci sarà un reddito garantito da 780 euro (Di Maio), ed anche un bonus per moglie e figlio di 1.250 euro (Berlusconi), se proprio vorremmo lavorare la retribuzione minima sarà di 10 euro l’ora (Renzi), i soldi che guadagneremo saranno tassati al 15% (Salvini), si andrà in pensione a 60 anni e no a 67 (Berlusconi), altrimenti pensione minima a 1.000 euro (Berlusconi)».


«Gli economisti – presegue Perla – dicono che questo stile di vita costerà 200 miliardi l’anno in più allo Stato, ma sicuramente sono calcoli dovuti alla loro pignoleria ed invidia, sicuramente tutto andrà come promesso.

Tutto questo mentre nel Paese reale si muore perché la manutenzione delle ferrovie viene fatta con l’inserimento di una tacchia (cuneo) come si dice a Roma, sotto il binario invece della sostituzione, o dove una anziana, cronaca di ieri, cade a terra svenuta per la fame.

Le promesse hanno fatto sempre da cornice alla campagna elettorale, ma mai come in questa tornata hanno raggiunto eccessi tali da arrivare al punto di offendere l’intelligenza degli Italiani, eppure in questo trionfo, quasi uno tsunami, di elargizioni a piene mani, nessuno ha pensato di “regalare” qualcosa anche al nostro settore, anzi al di là della solita inutile solfa di ridurre gli sprechi e combattere l’evasione fiscale (la proposta più decisa l’ha fatta proprio chi è stato condannato per frode fiscale), la fonte per finanziare il bengodi promesso è proprio il gioco.

Il gioco insieme al problema immigrati ed alla sicurezza sono i cavalli di battaglia presenti in tutti i programmi dei maggiori pretendenti al trono.

Il 4 marzo è vicino e sicuramente dovrò prendere una decisione se andare o no a votare, ed eventualmente chi votare, credo che a poche ore dal voto questo sia il dubbio della stragrande maggioranza degli Italiani.

Considero il voto un diritto, ed anche un dovere, e se viene meno il senso del dovere dopo tutto quello che è stato fatto per avere dei diritti, vuol dire che siamo irriconoscenti e un po’ cialtroni.

Se vogliamo, e giustamente, riconosciuto un nostro fondamentale diritto, dobbiamo andare al seggio, registrarsi e poi magari votare scheda bianca o nulla, se non ci sentiamo rappresentati, ed evitare di essere catalogati come qualunquisti, e non sostenere la tesi di chi immagina che un alto tasso di astensioni possa preoccupare l’establishment ed i partiti. Non votare, dal punto di vista dei risultati è infatti impossibile, è solo auto inganno ed auto illusione.

Il non voto non fa che sancire la distribuzione dei seggi secondo quanto stabilito dai voti degli altri cittadini, il non voto è dunque il conformismo per eccellenza non consente il diritto di lamentarsi.

Ciò premesso è chiaro che la mia scelta è quella di andare al seggio a votare, ma a chi premierò con il mio voto? Non sarò sicuramente condizionato da scelte ideologiche, fuori dal tempo e sconfitte dalla storia, e sicuramente dal sistema politico/partitico attuale, essere di sinistra, di centro o di destra coincide con dei valori e con un modo di vita oggi disilluso da una classe politica che con grande semplicità e soprattutto senza vergogna passa da uno schieramento a quello opposto, tradendo la fiducia del suo elettorato.

In questa legislatura ci sono stati in Parlamento ben 566 (cinquecentosessantasei) cambi di casacca, poi anche casi limite come quello della senatrice Paola de Pin che eletta nei 5 Stelle è passata con Letta, poi con Altra Europa con Tsipras, poi con i verdi, poi con Grandi Autonomie ed ora con Forza Nuova; ed altro caso di tutto rispetto è quello dell’onorevole Giacomo Mancini (nipote dell’omonimo) che in Calabria si presenta per il Parlamento con il PD, in Regione con Forza Italia.

La mia scelta avrà come punto focale quello della difesa del mio LAVORO, provo perciò a fare un’analisi dei vari partiti o coalizioni, frutto di un’altra scellerata legge elettorale che mette nelle mani dei segretari di partito la nomina della maggior parte dei candidati da eleggere, privando l’elettore della possibilità di poter premiare con il voto chi ritiene più meritevole.

1) Movimento 5 stelle: Nei dieci punti del loro programma metteno proprio la “guerra” al gioco d’azzardo come una priorità, però nelle tante idee, ma confuse, che esprimono non si riesce a capire come sia possibile abolire e proibire il gioco se al tempo stesso si vuole finanziare il reddito di cittadinanza con l’aumento della tassazione sul gioco stesso, delle due l’una.
Forse li potrà aiutare una semplice ed elementare regola matematica dove un qualsiasi numero moltiplicato per 0 da come risultato sempre 0, oltre che a livello nazionale anche a livello comunale e regionale hanno espresso una incapacità (non so se in buona o cattiva fede) ed una arroganza che mai si era vista.
Perciò la mia scelta è KAPUT!

2) PD e sua coalizione: innanzitutto attenzione alle coalizioni perché grazie al “Rosatellum” (legge approvata con i voti di PD,FI, Ap, e Lega) se un partito della coalizione non raggiunge il 3% dei voti, la sua quota andrà a sommarsi a quella del primo partito della coalizione, così si rischia di premiare chi non si voleva scegliere.
Cosa dire del PD, credo che per evitare un capitolo a parte, sia sufficiente, almeno per gli addetti ai lavori, nominare il sottosegretario con delega ai giochi ed ottenere lo stesso effetto che il carosello di tanti anni fa riconosceva al confetto Falqui, basta la parola!
E’ veramente difficile stimare e valutare i danni che questo partito è riuscito a fare ad un intero settore lavorativo sano, distruggendolo di fatto a favore di lobby e multinazionali alcune delle quali con capitali e residenze fiscali estere.
Perciò la mia scelta è di nuovo KAPUT!

3) FI, Lega, FdI e sua coalizione: ho il difetto di avere una memoria lunga,pari a quella dell’elefante, e mi sembra di ricordare che il Decreto (Abruzzo) che ha introdotto nel nostro Paese le VLT, causa principale dei nostri problemi, sia stato proprio voluto dal governo del redivivo Berlusconi (FI), votato anche da chi all’ora era onorevole ed oggi assessore in Lombardia e paladina no slot (FdI), e firmato dall’allora ministro degli interni ed oggi presidente della stessa regione (LEGA).
Lega e FdI in più occasioni in questa campagna elettorale hanno posto la “guerra al gioco d’azzardo” come una priorità, Fi varia a giorni alterni a seconda della lucidità e convenienza del suo leader.
Perciò la mia scelta è ancora una volta KAPUT!

E allora?
Ho la convinzione che questa scadenza elettorale sia solo una verifica dei numeri per una successiva campagna elettorale, mi spiego meglio: con l’attuale legge nessuno dei partiti o delle coalizioni raggiungerà il 40% necessario per il premio di maggioranza che permetterà la governabilità, allora si darà il via al rompete le righe e pronti all’assalto.

Questo sentore deve averlo avuto anche Giorgia Meloni che essendo cresciuta a pane, politica e scuola di partito ha chiesto ai suoi alleati di firmare dal notaio un patto anti inciucio cosa respinta al mittente sia da Berlusconi che da Salvini.

Si potranno perciò presentare due ipotesi:
a) Se il Movimento 5 Stelle sarà il primo partito, come sembra dagli ultimi sondaggi, ma non raggiungerà la soglia necessaria, farà un accordo con la Lega.
b) A seconda del risultato del PD ci sarà un accordo con FI, già ventilato, magari con incarico a Gentiloni e dare continuità a questo governo fino alla approvazione di una nuova legge elettorale, vi siete mai chiesti perché mai Renzi non ha mai fatto campagna contro Berlusconi ed i suoi interessi?

Potrete cambiare l’ordine dei fattori ma stiamo sempre li, o la padella o la brace.
Un matrimonio di forze cosi disomogenee, legate solo dalla voglia di potere non potrà durare a lungo, e perciò ognuno si cercherà di rafforzarsi per prendere tutta la torta., ed è proprio li che dovremmo far valere le nostre potenzialità.

Da incontri avuti, i nostri rappresentanti ci dicono che al di la di qualche promessa elettorale di basso profilo e livello, nessuno si è dimostrato disponibile nei nostri confronti anzi, diversi erano abbagliati dai finanziamenti sulla ludopatia elargiti a piene mani dal governo, dalle Regioni e dai comuni (dal nostro lavoro a parte noi, guadagnano tutti) e nessuno ha considerato e valutato bene cosa ancora può rappresentare in termini di voti il nostro settore a cominciare dai costruttori fino all’indotto e dai gestori fino agli esercenti se ben indirizzati.

Allora credo proprio che quello che voglio e spero saremmo in tanti a fare è dare il giusto valore al nostro voto, perciò mai come ora è mortale e controproducente l’astensione o il voto ai tre soggetti sopra analizzati.

Il voto più utile sarà proprio quello che i maggiori partiti per paura si sforzano a definirlo inutile, “parcheggiandolo” in una sorte di standby in un paio di partiti minori che non raggiungeranno il quorum e sono fuori dalle coalizioni e che potrebbero essere recuperati e se ben indirizzati resi spendibili in una fase successiva a fronte di una contropartita finalizzata.

In un tempo in cui la politica si fa con le fritture di pesce ed i politici per soldi sono disposti a tutto, anche a farsi sotterrare sotto i piedi la peggiore mondezza, forse la mia idea è fantapolitica, ma sono un sognatore.
Buon voto a tutti».

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