(Jamma) – La Corte d’Appello di Ancona, con sentenza pronunciata il 3 ottobre 2016, assolve il titolare di un ced contrattualizzato con un operatore austriaco privo di concessione.

 

La vicenda si svolge in contesto di Bando Monti ed il Tribunale di Ascoli Piceno aveva condannato l’imputato, non ravvisando i presupposti per poter assolvere lo stesso, non rilevando le condizioni sulla cui base reputare il boookmaker di riferimento soggetto discriminato.

 

Di altro avviso la Corte d’Appello di Ancona, dinanzi alla quale il difensore avv.Marco Ripamonti ha ricostruito l’intera vicenda Goldbet, dalla discriminazione subita dal Bando Bersani, sino alla successiva impugnazione del Bando Monti ed adesione alla procedura di regolarizzazione di cui alla Legge di Stabilità.

 

La Corte d’Appello, in condivisione alle tesi svolte dalla difesa, ha riformato la pronuncia di condanna ed ha assolto l’imputato. Soddisfatto il difensore che ha così commentato: “Dopo le Corti d’Appello di Roma, Firenze, Catania, Milano la Corte d’Appello di Ancona ha riformato una ingiusta ed isolata sentenza di condanna, che non aveva evidentemente preso nella dovuta considerazione l’intera vicenda Goldbet. Società che all’indomani del bando Bersani e delle pronunce di Cassazione a sè favorevoli ha proseguito in un percorso di coerenza, sia al cospetto del Bando Monti, che della successiva legge di Stabilità e relativa procedura di regolarizzazione

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