(Jamma) – Al via oggi il processo al Tribunale di Catanzaro per 62 persone tra calciatori, ex calciatori, agenti di calciatori, dirigenti e presidenti di squadre dei campionati minori, dalla Lega Pro all’Eccellenza, coinvolti nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer”, che nel maggio dello scorso anno aveva portato all’arresto di 50 persone e oltre 70 indagate, ritenute coinvolte in un giro di calcio scommesse: secondo l’accusa sarebbero state organizzate una serie di combine di partite di calcio dei campionati in corso di Lega Pro e Lega D per le gare della stagione 2014-15.

I difensori dei 62 imputati, oggi, al Tribunale “Francesco Ferlaino” a Catanzaro hanno sollevato la questione dell’incompetenza territoriale. Gli avvocati, infatti, sostengono che il Tribunale non sia competente e che, quindi, sarebbero competenti i Tribunali dove si sono verificati i singoli reati. La richiesta è stata avanzata nel corso della prima udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare di Catanzaro Assunta Maiore chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Dda catanzarese al termine delle indagini condotte dalla squadra mobile. Il gup ha spostato l’udienza al 25 novembre, quando scioglierà la riserva su tutte le questioni sollevate dai difensori e deciderà se il processo, per tutti gli imputati o meno, si terrà al Tribunale di Catanzaro o dovrà essere spostato nei Tribunali competenti.

Oggi, intanto, il giudice ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Figc, Lega Pro, Lega nazionale dilettanti e Fondazione Torres di Sassari.

Il reato che viene contestato agli imputati è, a vario titolo, quello dell’associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive. Secondo la Procura catanzarese, sarebbe stata messa in piedi una vera e propria organizzazione criminale che, con il contributo di giocatori, allenatori e direttori sportivi, avrebbe alterato i risultati di alcuni match con lo scopo di realizzare lucrose vincite attraverso il sistema delle scommesse.

Commenta su Facebook