(Jamma) “Benché si ritenga che alle disposizioni possano essere ascritti, a decorrere dal 2018, positivi effetti di gettito, prudenzialmente si ritiene opportuno non stimare alcun effetto finanziario dall’introduzione” della lotteria sullo scontrino. E’ quanto si legge nella relazione tecnica alla Legge di Bilancio per il 2017 presentata alla Camera.

La lotteria consentirà a decorrere dal 1 gennaio 2018, ai contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi, di partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale, qualora abbiano comunicato il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione.

 

La lotteria, secondo quanto precisato dal Mef, dovrebbe costituire uno stimolo alla compliance e, in definitiva, a determinare possibili effetti incrementali di gettito derivanti dalla conseguenze emersione, a seguito dell’introduzione di una lotteria associata all’emissione di scontrini, ricevute e fatture emesse dai titolari di partita IVA quando effettuano una transazione con un consumatore finale, di operazioni sconosciute al fisco, in ragione dei risultati ottenuti dall’Amministrazione Fiscale Portoghese che ha introdotto tale incentivo a partire dal 2014.

 

Dai dati relativi a tale esperienza risulta che, su alcuni specifici settori di attività economica, nel primo anno di applicazione della lotteria, in Portogallo si è osservato un incremento del gettito dichiarato pari al 8,7%.

 

Poiché deve tenersi conto anche dell’incremento legato all’andamento del ciclo economico, per sterilizzare tale componente si è considerata la variazione del PIL del Portogallo espresso in valuta corrente. La variazione 2014 su 2013 di questo aggregato è risultata pari al +1,7%. Pertanto, il beneficio incrementale da considerare si riduce dall’8,7% al 7,0%.

 

Occorre, inoltre, tenere presente che i settori di attività economica considerati dai portoghesi sono stati interessati, oltre che dall’introduzione della lotteria, anche da incentivi legati al rimborso parziale dell’IVA pagata dai consumatori finali. In assenza di ulteriori informazioni si può supporre che metà dell’incremento registrato sia riconducibile alla lotteria e l’altra metà ai rimborsi. Il tasso incrementale, quindi, si deve riduce dal 7,0% al 3,5%.

 

Per avere un’idea del campo di applicazione delle nuova norma alla realtà italiana, i tecnici del Mef sono ricorsi alle informazioni sulle dichiarazione IVA, riferito all’anno di imposta 2013. In questo quadro della dichiarazione i contribuenti indicano l’ammontare delle loro cessioni imponibili effettuate a consumatori finali.

 

Il totale dell’IVA derivante dagli scambi B2C ammonta a 67.955 milioni di euro. Di questi, 14.863 sono dovuti a transazioni effettuate da supermercati ed ipermercati ed è presumibile ipotizzare che l’introduzione della lotteria non porterà alcun beneficio incrementale sul gettito per tali attività, in quanto l’emissione degli scontrini già avviene sempre, per finalità di controllo interno. Dal calcolo dei benefici dovrebbero essere anche esclusi i dati delle utilities, dei trasporti e delle comunicazioni, con valori rispettivamente pari a 4.217 e 5.144, perché anche in questo caso l’eventuale introduzione della lotteria non compererebbe alcun cambiamento nel comportamento dei consumatori.

L’esclusione dal calcolo dei benefici non implica automaticamente che tali settori debbano essere esclusi dalla partecipazione alla lotteria. Nel caso della grande distribuzione, ad esempio, occorrerebbe considerare anche lo stimolo concorrenziale, esercitato sugli altri esercenti, che potrebbe essere indotto dalla loro adesione al progetto.

Se si effettua l’ipotesi, prudenziale, che, nel primo anno di applicazione, al progetto aderisca solo un il 5% del mercato potenziale, il dato di 43.731 milioni si riduce a 2.187 milioni.

Se a quest’ultimo dato si applica il tasso di incremento registrato in Portogallo, ovvero il 3,5%, il gettito incrementale atteso si attesterebbe su 77 milioni di euro a decorrere dal 2018.

Tuttavia, tenuto conto che, allo stato, non è possibile stimare il numero e l’importo dei premi della prevista lotteria – il cui importo dovrebbe comunque essere considerato ai fini della valutazione dell’effetto finanziario netto derivante dalla misura –dell’unicità dell’esperienza portoghese e, pertanto, della limitata predittività che si può attribuire a tale unico precedente diretto, benchè si ritenga che alle disposizioni possano essere ascritti, a decorrere dal 2018, positivi effetti di gettito, prudenzialmente si ritiene opportuno non stimare alcun effetto finanziario dall’introduzione della misura.

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