(Jamma) Scatta l’ora X per 600 punti di gioco pubblico che gravitano nell’area provinciale di Genova. Le autorizzazioni della durata di cinque anni a partire dal 2012 stanno per scadere e le norme varate dal Comune di Genova saranno molto più rigide.

Per il settore del gioco pubblico il 2017 sarà l’anno della svolta, perché scadranno le concessioni quinquennali alle sale e ai punti-gioco varate insieme alla legge regionale del 2012. A quel punto si porrà il problema politico. Perché gran parte delle attività attualmente autorizzate non avrebbero più le caratteristiche richieste dalla normativa comunale: secondo una stima della Fondazione Antiusura della Curia, sarebbe in bilico il rinnovo di seicento concessioni in tutta la provincia.

La Liguria è tra le prime Regioni in Italia ad avere regolamentato il settore con le leggi 17 e 18 del 2012, ai tempi della giunta Burlando: la prima tracciava le linee generali (e subordina le aperture all’autorizzazione dei sindaci), la seconda introduceva le norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico. La scorsa settimana si è svolta la prima riunione dell’osservatorio regionale sulle ludopatie, istituito a luglio dall’assessorato regionale alla sanità. All’incontro presieduto dalla vicepresidente e assessore alla salute della Regione Liguria, Sonia Viale, hanno preso parte i cinque dipartimenti delle ASL liguri, insieme al coordinamento regionale Enti accreditati dipendenze (Coread) e i tecnici della Regione.

«Si parte da qui, per avere il quadro da cui partire, affrontando il problema prima di tutto dal punto di vista sociosanitario, attraverso i dati forniti dalle Asl liguri – dice Viale – sappiamo che molte concessioni sono in scadenza e si dovranno prendere delle decisioni».

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