(Jamma) – Da oggi, lunedì 21 novembre, cambiano le regole di certificazione per i giochi online del portafoglio pubblico. In attuazione delle disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), dopo l’incontro nel 14 novembre e i confronti con concessionari ed enti di certificazione, ha reso noti e definito i protocolli da seguire per la certificazione di piattaforme di gioco, piattaforme di conti di gioco e singoli giochi.

Si aprono in questo modo una serie di criticità su tutti i prodotti del portafoglio pubblico che il regolatore italiano dovrà affrontare e risolvere insieme a concessionari e enti di certificazione per mettere in totale sicurezza il settore.

Il concessionario inizia il nuovo processo effettuando l’acquisizione telematica dell’istanza, indicando l’ente certificatore e gli enti certificatori ausiliari, quindi producendo l’istanza per la certificazione della piattaforma e/o dello specifico gioco. Successivamente ADM assegna in modo univoco la versione del prodotto (SW) da certificare e abilita l’ambiente di test all’ente di certificazione(EVA); il concessionario consegna la versione del SW e la documentazione all’EVA. Così il funzionario ADM può verificare l’apertura e lo stato della pratica mediante un’applicazione trasversale.

A questo punto l’ente certificatore effettua i test necessari alla certificazione del SW. Se i test ed i controlli dell’EVA non hanno un esito positivo il concessionario dovrà rivedere il SW e/o la documentazione e consegnare un aggiornamento del software e/o della documentazione. Se, invece, i test ed i controlli dell’EVA hanno un esito positivo l’ente può passare alla fase di acquisizione telematica dei moduli critici e dei relativi hash.

L’ente certificatore e/o gli enti ausiliari di certificazione effettuano l’acquisizione telematica dei moduli critici per la versione SW certificata e li trasmettono ad ADM. A questo punto ADM visualizza lo stato della pratica, riceve i moduli hash, visualizza lo stato e la versione certificata. Il concessionario, quindi, valida e trasmette l’istanza ad ADM e così si arriva al completamento dell’istanza con gli allegati (certificazione EVA, relativa documentazione, credenziali) trasmessi in formato PDFA e firmati digitalmente.

Il funzionario ADM, da ultimo, riceve e verifica la documentazione trasmessa dal concessionario e inizia il processo di autorizzazione.

Per gli EVA accreditati come previsto per la norma internazionale ISO/IEC 17025 il nuovo protocollo non dovrebbe presentare problemi perché precisa meglio il loro ruolo in ogni singola fase di certificazione aumentando la trasparenza del processo, mentre potrebbe crearli ad alcuni concessionari che hanno interpretato la normativa in modo ‘leggero’ attivando giochi, regolarmente funzionanti solo sulla base di prove preliminari o parziali degli EVA.

Questo il motivo della ‘fretta’ di ADM, che senza ombra di dubbio vuole la maggior sicurezza possibile per il settore. Il problema che è stato riscontrato con il protocollo di certificazione fino ad ora in vigore si risolve evidenziando tutti EVA coinvolti nella certificazione. Con il nuovo protocollo non dovrebbe più succedere che vengano rilasciati certificati senza il codice del concessionario come previsto da ADM sin dal inizio. Chissà se nel futuro l’ADM deciderà di estendere il protocollo ad altri attori, come quelli coinvolti nel settore AWP, dove sono riconosciuti produttori di apparecchi e produttori di schede di gioco.

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