(Jamma) Il Consiglio di Stato respinge l’appello contro la sentenza del Tar in merito all’annullamento dell’ordinanza con la quale il Comune introduce limiti orari all’apertura delle sale giochi.”Considerato che deve essere più approfonditamente scrutinato in sede di merito (da fissarsi auspicabilmente in tempi brevi) il motivo di ricorso con il quale si è lamentato che, ferme restando le prerogative sindacali di cui al d.lgs. 267 del 2000, articolo 50, comma 7, nel caso in esame sarebbe il regolamento comunale a risultare illegittimo e, con esso, l’ordinanza sindacale che vi ha dato applicazione;

Considerato tuttavia che, nel bilanciamento fra i diversi interessi pubblici e privati che nel caso in esame vengono in rilievo (alcuni dei quali impingenti la sfera dei diritti inviolabili quale quello alla salute), il Collegio ritiene preferibile l’opzione che consenta di pervenire alla decisione di merito in primo grado re adhuc integra (i.e.: senza che vengano ulteriormente modificati, allo stato, gli orari fissati dal Comune di Napoli);

Considerato che, per le ragioni esposte, l’appello in epigrafe deve essere respinto ma che sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti”.

In primo grado il Tar Campania ha accolto le ragioni del Comune sottolineando che secondo una giurisprudenza che si va consolidando i Sindaci hanno il potere di imporre simili limiti, in forza del Testo Unico sugli Enti Locali. Due sale bingo hanno quindi impugnato queste pronunce, chiedendo al Consiglio di Stato anche un decreto cautelare. In questa sede (fine agosto), hanno cercato di fare leva sulla diminuzione degli introiti, ma per i giudici di Palazzo Spada l’arco di tempo preso in esame per il conteggio era troppo ristretto. Le sale hanno quindi depositato una perizia per dimostrare che a causa degli orari imposti dal Comune hanno subito un calo di introiti di circa il 60%.

 

Il Comune – per dimostrare la necessità di un simile provvedimento – ha invece ribattuto che Napoli sia la provincia italiana con la maggiore diffusione di sale da gioco, e ha depositato un regolamento comunale che dal 2015 prevede uno stanziamento di 4 milioni l’anno in favore delle ASL, proprio per contrastare il fenomeno delle ludopatie. La questione tornerà quindi al Tar Napoli per il merito. Di fronte al giudice di primo grado è già fissata un’udienza di merito a dicembre, per un ricorso analogo intentato da una sala scommesse.

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