(Jamma) – “Interessante la sentenza con cui un giudice di pace di Vallo della Lucania ha condannato Lotteria Italia a risarcire una persona, evidentemente afflitta da una grave forma di dipendenza da ‘Gratta e Vinci’, che in un anno nonostante le somme rilevanti investite nel gioco non aveva totalizzato nemmeno un euro di vincita.

 

Il motivo? I tagliandi del ‘Gratta e Vinci’, vera e propria Lotteria istantanea, non riportavano né le probabilità di vincita né mettevano in guarda sui rischi da dipendenza dal gioco. Si tratta della prima sentenza di questo genere, pronunciata da un giudice di pace, a difesa di una persona che, pur avendo tentato la sorte ben 225 volte con il Gratta e Vinci, non aveva mai vinto, totalizzando quindi zero euro di incasso. Il giocatore si è giustamente rivolto a un avvocato, sentendosi vittima di un torto, perché non aveva ricevuto le necessarie informazioni sui rischi che stava correndo”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.

 

“È evidente che serva una legge a tutela dei giocatori a rischio ludopatia che nello stesso tempo metta in guardia tutta la filiera del gioco dei rischi che corrono davanti ad una potenziale class action. Già il decreto Balduzzi, all’articolo 7, sollecitava a riportare sui tagliandi formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dai ‘Gratta e Vinci’. Ma questa dicitura a tutela del consumatore – prosegue Binetti – è assente sui «grattini» e per questo il giudice ha condannato Lotteria Italia a risarcire l’acquirente. Questo però è ancora poco, perché nessuno risarcirà il giocatore dalla dipendenza che ha sviluppato, ossia dalla patologia contratta. Urge una legge, e noi ci battiamo perché sia una legge che si schieri dalla parte dei malati, che permetta di curare al meglio questo pazienti – conclude la parlamentare di Ap – sciogliendo il nodo della dipendenza e meglio ancora che aiuti a prevenire disturbi di questo tipo”.

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