(Jamma) – A due mesi di distanza dal terremoto, nuovi forti scosse provocano crolli e distruzione nel Centro Italia, mettendo in ginocchio il piccolo commercio e l’artigianato, capisaldi di un’economia territoriale già duramente provata dal sisma dell’agosto scorso.

Se l’Italia è pronta sul piano dell’emergenza, ancora c’è molto da fare per la prevenzione e la gestione del dissesto idrogeologico, ambiti per i quali non sono stanziati fondi sufficienti per la messa in sicurezza degli edifici e per la ripartenza delle attività produttive e sociali.

Per questa ragione ConfimpreseItalia rilancia con forza al Governo la sua proposta di destinare in maniera stabile alla ricostruzione e alla salvaguardia idrogeologica del territorio l’1% del gettito fiscale derivante dal gioco d’azzardo.

“Questa ennesima, grave sciagura che ha colpito nuovamente il Centro Italia – dice Guido D’Amico, presidente nazionale della Confederazione Sindacale Datoriale delle Micro, Piccole e Medie Imprese – impone una scelta strutturale in grado di affrontare sistematicamente e concretamente l’elevato rischio sismico idrogeologico del Paese. Eventi sismici di forte intensità, con gravi danni per le comunità locali, si ripetono dal 2009 e ancora una volta la natura dimostra l’impreparazione degli enti preposti a prevedere e fronteggiare queste emergenze. Prevenzione e gestione del rischio, come accade in altri Paesi a medio ed elevato rischio sismico, devono invece rappresentare competenze e attività pronte ad essere messe in campo”.

Se il sistema della solidarietà è stato subito attivato per le persone, si teme che poco o nulla, come accaduto per il sisma di agosto, sarà fatto per le micro e piccole imprese. Per questa ragione ConfimpreseItalia chiede al Governo di destinare stabilmente, attraverso un decreto da convertire in legge, l’1% del gettito fiscale da gioco d’azzardo, pari a circa 100 milioni di euro annui, direttamente alle attività di prevenzione e gestione del rischio sismico e idrogeologico.

“Le imprese meritano risposte, soprattutto quando sono piccole, spesso familiari, e lontane dai grandi centri di potere – aggiunge Vincenzo Perrotta, membro della Giunta nazionale di ConfimpreseItalia, con delega per la lotta all’usura e all’illegalità diffusa -. Finalizziamo i proventi derivanti da un’attività quale il gioco d’azzardo, per un segnale che vuole essere anche di forte legalità. In tal modo lo Stato potrà essere costantemente e concretamente al fianco non solo delle popolazioni locali, ma anche di artigiani e commercianti, ovvero di quelle microimprese che costituiscono in tessuto connettivo del sistema economico italiano, che spesso sono le più vulnerabili e duramente colpite da queste catastrofi”.

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