(Jamma) E’ una corsa contro il tempo quella partita in questi giorni in Conferenza Unifica per definire quella che sarà la risposta alla proposta del Ministero delle Finanze sull’intervento di riordino del settore giochi.

Proprio in queste ore, secondo quanto Jamma.it è in grado di riferire, i Comuni e le Regioni che maggiormente si sono attivati proprio nella regolamentazione delle attività di gioco pubblico, sono stati interpellati dalla Conferenza Unificata per esprimersi sul documento presentato il 10 novembre scorso dal sottosegretario Baretta.

Il 17 novembre è prevista la prossima riunione della Conferenza Unificata nel corso della quale dovrebbe essere raggiunto l’intesa così come previsto dalla Legge di Stabilità 2016 e per quella data si conta di aver ricevuto tutta la documentazione richiesta con pareri e osservazioni.

Nella proposta del Mef si prevede di :

1) Ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita. 

Attraverso:

  • la eliminazione dell’offerta di gioco dai c.d. esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, e altri);
  • la eliminazione progressiva delle AWP nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi.
  • allo scopo di rendere credibile questi obiettivi proponiamo di anticipare al 31 dicembre 2017 la prevista riduzione di almeno il 30% delle Awp, a partire dai generalisti secondari e dai bar e dai tabacchi.

 

L’effetto del provvedimento di anticipazione al 2017 della riduzione di AWP, a cominciare dai bar e tabacchi e dai generalisti secondari, comporta, in un anno, la riduzione a 265.000 macchine (il 30% si applica infatti ai 378.000 apparecchi esistenti al 31 luglio 2015). Considerando che attualmente gli apparecchi presenti sul mercato sono 398.000, la riduzione effettiva sará di oltre il 33%. 

Ciò significa togliere dal mercato circa 133.000 mila macchine così suddivise: circa 114.000 AWP da bar e tabacchi (oggi ne sono installate circa 221.000) e 19.000 circa dai generalisti secondari.

Ciò comporta la realistica previsione di riduzione di circa il 30/35% complessivo dei punti vendita tra bar e tabacchi che ospitano Awp e generalisti secondari. 

Successivamente, a seguito della programmata eliminazione degli apparecchi AWP da bar e tabacchi, i punti vendita si ridurranno ulteriormente. Perciò i locali in cui saranno presenti le AWP si concentreranno in 10.000 sale scommesse , più 5.000 sale giochi e 3.000 sale VLT e Bingo, più la quota rimanente di esercizi che disporranno di locali separati.

2) Innalzare il livello qualitativo dei punti gioco.

A tal fine introdurre, per i punti gioco che rimangono dopo la riduzione di cui sopra, una certificazione di doppio livello (classe A e classe B) e un rigoroso sistema di controlli.

In questo nuovo contesto vanno considerate valide, in materia di distanze, le decisioni normative adottate finora dagli enti locali, con la eccezione dei punti gioco di tipo A.

Sono ricompresi nella classe A i punti di vendita gioco che rispondano alle seguenti caratteristiche e/o ad altri criteri che verranno condivisi in sede di Conferenza con gli Enti locali:

  • controllo all’ingresso, con documento d’identità e videosorveglianza;
  • eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco;
  • standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello “T” di tabacchi);
  • rispetto di vincoli architettonici;
  • formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto alla ludopatia;
  • rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco;
  • trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco;
  • obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla ludopatia ed inserite in programma di recupero dalla ludopatia stessa.

i punti gioco che non rispettano le caratteristiche suddette saranno classificati di tipo B e per essi varrebbero i vincoli di distanza imposti dagli enti territoriali e, in aggiunta, si dovrebbero comunque imporre limiti minimi sui volumi considerati necessari e idonei ad offrire gioco pubblico (metrature e numero apparecchi), ivi compresi le aree separate dei corner e il loro arredo/accesso; nonché sulla trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco.

3) definire un sistema di regole in materia di orari e di controlli.

  • Stabilire per tutti i punti gioco, in materia di orari, una apertura minima …X… (10-12) ore, la cui distribuzione nell’arco della giornata va definita in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale, anche ai fini del futuro monitoraggio telematico del rispetto dei limiti che verranno definiti.
  • Inasprire i controlli contro il gioco illegale, attribuendo competenze specifiche anche agli organi di polizia locale, prevedendo un apposito potere sanzionatorio e l’attribuzione dei relativi proventi ai comuni.

 

L’intesa a conclusione dei lavori della Conferenza Unificata dovrà essere tradotta in un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro il corrente anno. 

Prima di allora il Mef confida nella possibilità di modificare la norma e quindi far diventare effettiva la riduzione dell’offerta già a partire dal prossimo anno con un emendamento che verrebbe presentato in questi giorni alla Legge di Bilancio 2017.

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