(Jamma) – Nella giornata di ieri la Corte di Cassazione, dopo due mesi dalla sentenza del 15 settembre 2016, è tornata nuovamente ad analizzare la specifica posizione del bookmaker maltese Betsolution4U Ltd e dei CTD ad essa collegati.

La Cassazione, in particolare, ha annullato con rinvio le sei ordinanze impugnate, demandando ai giudici di merito di Foggia, Salerno, Trani e Vercelli, di valutare l’impatto che le clausole discriminatorie del bando Monti del 2012 hanno dispiegato nel caso concreto.

L’Avv. Alessandro Gotti, penalista del Foro di Padova, dopo aver richiamato la sentenza Laezza del 28 gennaio 2016, ha evidenziato la decisione del 7 aprile 2016, caso Carlucci, con la quale la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, applicando i principi sanciti in relazione al bando Monti del 2012, ha ritenuto la posizione di Betsolution4U Ltd perfettamente sovrapponibile a quella di Stanleybet.

Queste numerose sentenze della Corte di Cassazione, che oggi sono ben sette e che, di fatto, riguardano tutti i CTD italiani collegati in passato a Betsolution4U Ltd, preso atto del riconoscimento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, hanno sancito la discriminazione perpetrata ai danni dell’operatore estero e l’impedimento subito all’ingresso nel mercato italiano, a causa della clausola disciplinata dall’art. 25 dello Schema di atto di convenzione del bando Monti del 2012, costituente una restrizione delle libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi transfrontalieri ai sensi degli arti. 49 e 56 Tfue.

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