(Jamma) – Il Tar Campania, sezione staccata di Salerno, ha respinto tramite decreto il ricorso presentato dal titolare di una ricevitoria del lotto contro Mef e Adm in cui chiedeva l’annullamento del provvedimento con cui “l’Agenzia Dogane e dei Monopoli – Ufficio dei Monopoli per la Campania, s.o.t. di Salerno – ha determinato di non concedere il trasferimento fuori zona della rivendita situata in Positano con annessa ricevitoria lotto”.

I giudici hanno spiegato che “funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante del ricorrente (quale titolare della licenza per la rivendita di generi di Monopolio situata in Positano, la cui redditività è soggetta da tempo ad una progressiva riduzione rispetto all’aggio derivante dalla vendita dei tabacchi, in ogni caso già dal 23.2.2015, data di presentazione della domanda di trasferimento), non sussistono quei pregiudizi di estrema gravità ed urgenza che sono presupposti indispensabili per la concessione del rimedio della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, anche in ragione della circostanza legata alla data del deposito della separata domanda di misura monocratica e di sospensione degli effetti degli atti gravati (15 novembre 2016). Considerato, altresì, che tali circostanze in fatto inducono a denegare la misura cautelare richiesta già prima della data della camera di consiglio utile del 7 dicembre 2016, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni anche in diritto idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa”.

Viene quindi “respinta la domanda di misura cautelare monocratica” e “fissata per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 7 dicembre 2016”.

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