(Jamma) – “Il numero reale dei malati di gap – afferma l’avvocato Osvaldo Asteri – è sconosciuto. I dati ufficiali sono assolutamente inattendibili e poco rappresentativi di una realtà ben diversa”.
“Secondo i dati forniti da Federserd, la Federazione dei Servizi pubblici per le dipendenze, – prosegue Asteriti – le strutture sanitarie nel 2015 hanno preso in carico 9.000 malati, dato che non tiene conto del ‘sommerso’. Infatti, secondo uno studio utilizzato dalla stessa Federserd e dal Ministero della Salute, i malati di azzardo sono oltre 800.000, mentre ancora maggiore sarebbe il numero di giocatori problematici. La stima del numero dei malati di Gap appare molto più vicina alla realtà del dato ‘ufficiale’. Ci sono in Italia 7.998 comuni, quindi secondo i dati ufficiali, ci sarebbero in Italia, in media, 1,1 malati di Gap in ogni Comune. Il dato si commenta da sé. Basta entrare in un qualsiasi esercizio in cui è in funzione un monitor con le estrazioni del 10 e lotto ogni cinque minuti, in una qualsiasi sala o altro esercizio in cui ci siano slot machine o vlt e osservare l’espressione, o meglio, la mancanza di espressione sui volti dei giocatori, per rendersi conto di una realtà ben diversa da quella raccontata dai dati ufficiali. C’è in Italia un esercito di malati di azzardo patologico che non si rivolge alle strutture pubbliche per la cura della propria patologia, forse non avendo neanche piena consapevolezza di essa. Un esercito di malati che paga un prezzo salatissimo alla sottocultura del ‘vizio’ del gioco d’azzardo, a questa inaccettabile, interessata, pratica di definire l’azzardo un gioco, la malattia che procura, un vizio, le videolotteries come ‘apparecchi da intrattenimento’, utilizzando di fatto un linguaggio ‘negazionista’. Un esercito di malati che avrebbe diritto di chiedere ragione agli effettivi responsabili della propria patologia, del dissolvimento della propria vita affettiva, relazionale, della propria vita tutta, bruciata sull’altare dell’interesse economico di pochi, trascinati nel vortice anche grazie a slogan come ‘gioco responsabile’ e ‘vincite facili’. Persone che avrebbero diritto di ricostruire la propria esistenza, chiamando in causa la responsabilità dei titolari di una offerta di giochi che ‘possono causare dipendenza patologica’ e, nonostante ciò, vengono messi a disposizione di grandi e piccini”.

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