(Jamma) – Ludopatia e cambiamenti nella coppia, a Montemurlo (PO) nasce il primo sportello pubblico e gratuito per sostenere i momenti di fragilità della famiglia.

Il Comune di Montemurlo, infatti, ha attivato due importanti progetti che offrono sostegno psicologico personalizzato e di gruppo per affrontare le difficoltà che molto spesso compromettono la serenità e l’unità familiare e che rischiano di sfociare in veri e propri “problemi sociali”. Un percorso che l’assessorato alle politiche sociali ha ritenuto opportuno attivare per essere concretamente vicino a chi sta vivendo un momento di crisi, un’opportunità per trovare la strada giusta per essere aiutato e per riattivarsi.

Lo sportello partirà all’inizio del 2017 e sarà gestito da un gruppo di psicologi con specifica esperienza nel settore. Il Comune sosterrà il servizio con circa 10 mila euro. Il progetto sulla ludopatia si rivolge ai familiari conviventi con i giocatori d’azzardo patologici, che si vedono investiti dal peso economico delle perdite continue al gioco e in modo indiretto ai giocatori patologici. Saranno attivati “gruppi di auto-aiuto” per condividere emozioni e vissuti traumatici e ridurre così il carico familiare, mentre il “sostegno individuale” prevederà un lavoro specifico sulle criticità della famiglia o del singolo. L’obbiettivo che l’amministrazione si pone è quello di attivare un “percorso di cambiamento”, che coinvolga l’intera famiglia del giocatore d’azzardo patologico. Un circolo virtuoso che possa portare i familiari del giocatore a trovare aiuto per sostenere a loro volta il percorso di consapevolezza del giocatore, che potrà così iniziare un processo di “disintossicazione” dal gioco e dalle scommesse.

«Anche a Montemurlo abbiamo diversi casi di famiglie rovinate dalla ludopatia e gesti estremi causati dai debiti di gioco. – spiega l’assessore alle politiche sociali, Luciana Gori – Il gioco patologico non solo dilapida interi patrimoni, ma distrugge la vita dei giocatori e di chi sta loro vicino. Per questo vogliamo evitare che il dissesto economico che deriva dal gioco d’azzardo patologico vada a sfociare in contrasti e disgregazioni familiari. Vogliamo aiutare i familiari, affinché attivino un circolo virtuoso di auto-aiuto che riesca a coinvolgere anche il giocatore patologico».

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